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| Prime reazioni al discorso della Chiesa su peccato e malattia |
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| Non ci stanno. Chi lotta quotidianamente contro l'Aids e altre patologie chiede ufficialmente che il Vaticano faccia marcia indietro. |
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| Venerdì 08 Febbraio 2002 |
| di Giorgio Lazzarini |
| in Religione |
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Il fatto. Qualche giorno fa l'arcivescovo Paul Cordes ha ufficialmente dichiarato che la malattia è conseguenza del peccato.
Cordes, che tra l'altro è responsabile per gli aiuti umanitari del Vaticano, aveva dichiarato che "Gesù guarisce dalla malattia e rimette i peccati. Egli quindi ci insegna che c'e' un legame tra peccato e malattia. Questo non accade in ogni caso singolo, ma è comunque una legge fondamentale. La storia della salvezza ci dimostra che la malattia è conseguenza del peccato."
Tali frasi hanno offeso migliaia di cattolici e causato sconcerto in Vaticano. I cattolici impegnati nell'assistenza ai malati di Aids hanno ufficialmente chiesto che il Vaticano chieda scusa per queste affermazioni.
Ore dopo, il capo dei teologi vaticani, Pa dre Cottier è intervenuto rettificando il discorso, dicendo che si trattava di un ammonimento del Papa agli scienziati che credono che la biotecnologia sia il mezzo per guarire dalle malattie, mentre l'unica strada rimane il perdono divino (nulla di nuovo dai tempi di Galileo, dunque). Cottier ha dichiarato che Cordes si è spinto oltre dando la colpa ai malati per le loro malattie. Resta il fatto che non si capisce come abbia potuto un arcivescovo in un intervento ufficiale benedetto dal Papa offendere le vite e la dignità di milioni di malati (di Aids, di tumore, di infezioni) dicendo loro che lo sono perchè peccatori. Vallo a dire ai bambini di tre continenti che muoiono ogni giorno senza mai aver conosciuto un sorriso. Una riflessione: anche se fosse, e davvero ci ammalassimo in conseguenza del peccato (un'ipotesi aberrante, oltre che scientificamente assurda) , non sarebbe questo un modo per far sentire gli ammalati persone di serie B? Comunque colpevoli? Sapendo quanto sia facile per l'uomo creare discriminazioni, non sarà il solito modo per umiliare chi già deve fare i conti con la malattia? Ma Gesù non diceva anche "lasciate che gli ammalati, i poveri, gli ultimi vengano a me?" o qualcosa di simile? Chissà cosa voleva dire. Giorgio Lazzarini Questo articolo ha ricevuto 176 visite.
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