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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Parroco andaluso: grazie a Dio sono gay
Parroco andaluso: grazie a Dio sono gay
«Rendo grazie a Dio perché sono gay». La dichiarazione, con una grande fotografia del sacerdote José Mantero, trentanove anni, campeggia sulla copertina dell'ultimo numero di Zero
Lunedì 04 Febbraio 2002
di Il Messaggero
in Religione

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Domenica 3 Febbraio 2002 ORGOGLIO

JOSTO MAFFEO

MADRID - «Rendo grazie a Dio perché sono gay». La dichiarazione, con una grande fotografia del sacerdote José Mantero, trentanove anni, campeggia sulla copertina dell'ultimo numero di Zero, mensile spagnolo attraverso il quale sono usciti clamorosamente allo scoperto militari, politici ed altri personaggi che hanno proclamato ai quattro venti la propria omosessualità. Come ora ha fatto il vicario della parrocchia di Valverde del Camino, provincia andalusa di Huelva. «Lo scoprii quando avevo trentuno anni - racconta Mantero - e accadde perché mi innamorai, ma fu un bella e morbosa storia che finì male». Le dichiarazioni del sacerdote hanno subito fatto il giro della Spagna, sono finite sui tg; Valverde, dodicimila abitanti è stata assediata dalle telecamere. La Conferenza episcopale ha reagito parlando di una tendenza per la quale bisogna avere rispetto ma che se seguita «costituisce un disordine morale». Il segretario generale dei vescovi, monsignor Asenjo, ha ricordato che «la Chiesa accoglie gli omosessuali ma non ammette l’esercizio dell’omosessualità». Poi ha aggiunto. «Questo sacerdote ha un altro motivo per vivere la castità: la legge del celibato, che accettò liberamente facendosi sacerdote». Dal canto suo, il prete andaluso, che ha diviso la popolazione, maggioritariamente al suo fianco, ha detto che «l'omosessualità non è in antitesi con il sacerdozio» e che lui non si contiene perché «l’astinenza non esiste, nessuno si trattiene». Queste parole hanno riscosso il plauso di molti collettivi, tra cui la Piattaforma popolare gay, prossima al partito del premier Aznar. Il suo leader, Carlos Alberto Biendicho, dice di aver mantenuto rapporti con tre vescovi quando erano sacerdoti. «Se quei tre agiranno contro José Mantero - minaccia Biendicho - farò i loro nomi». Un canto all’orgoglio gay, le dichiarazioni del sacerdote, che porta un anello all’orecchio sinistro e che calca la mano quando ricorda che «in seminario si deve mentire sulla propria condizione perché se no ti sbattono fuori. Quando sei prete è più complicato». Ipotizza, però, la risposta della Chiesa: «Non ci saranno rappresaglie dirette, non è nello stile dello Casa. Lo faranno di nascosto, magari inventando un problema contabile». Poi spiega che non gli piace il matrimonio: «Quando lo celebro, elimino sempre i riferimenti all’unione tra uomo e donna. Invece di dire "l’unione dell’uomo e della donna" dico "l’unione della coppia umana"». La polemica è appena esplosa.

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