 |
| Bologna. Biffi: omosessualità è una aberrazione sessuale |
 |
| Lo ha detto il cardinale bolognese in occasione della 24 ^ giornata della vita |
 |
| Domenica 03 Febbraio 2002 |
| di Il Resto del Carlino |
| in Religione |
|
 |
|
«Un abominevole delitto»
Il «popolo della resurrezione e della vita», cioè i cristiani «non si rassegnerà mai a quello che il Concilio Vaticano II chiama senza perifrasi l'abominevole delitto dell'aborto, né alla sua legalizzazione e addirittura al suo pubblico finanziamento». Non ha usato mezzi termini, ancora una volta, il cardinale Biffi, per esprimere la condanna della Chiesa (ma anche di chi segue davvero la ragione) verso una delle massime offese alla vita umana, per di più innocente; e soprattutto, per esprimere la determinazione della Chiesa stessa a «resistere» a questa e ad altre aberrazioni. Lo ha detto ieri, nella messa che ha presieduto nella Cattedrale di S. Pietro in occasione della 24° «Giornata per la vita» (quest'anno non si è svolto il tradizionale pellegrinaggio a S. Luca, a causa dei restauri della Basilica), e anche della Giornata mondiale della vita consacrata. Davanti a una gran folla di fedeli, Biffi ha ricordato che i cristiani non si arrenderanno mai neppure «all'esaltazione delle aberrazioni sessuali», come l'omosessualità, né «alle molte insidie legislative, fiscali e perfino terminologiche rivolte contro la famiglia», che si vorrebbe equiparare alle convivenze di fatto; e neppure a «quella che con parola dotta e un po' ipocrita viene chiamata eutanasia (cioè buona morte)». Non si rassegneranno, perché appunto sono il «popolo della vita» chiamato a operare in una società che è invece «ostile alla verità e alla vita», una società che «sembra rifiutarsi implacabilmente, giorno dopo giorno, non soltanto alla superiore bellezza dell'insegnamento evangelico, ma anche alla semplice luce della ragione». Di fronte ad essa, i credenti devono ricordarsi che «richiamare a tutti con serena franchezza che cosa sia il bene e che cosa sia il male è il rispetto minimo della giustizia», ed è anche il bene maggiore che si può fare agli altri. Ma Biffi si è rivolto naturalmente anche ai consacrati, cioè a frati, suore e membri di istituti secolari, che come si diceva celebravano la loro Giornata. A loro l'Arcivescovo ha rivolto un pressante invito: «Custodite la vostra identità di testimoni coerenti del primato del Regno di Dio». No dunque ad una «mondanizzazione» che renderebbe la vita consacrata «vana, immotivata, insignificante». E no a rinnovamenti che siano «un cedimento alla mentalità dominante»: al contrario, i consacrati devono dare testimonianza, ha detto Biffi rivolgendosi loro direttamente, «con l'austerità della vostra esistenza, con una mentalità conforme al Vangelo e remota dagli usi e dalle preferenze del mondo».
di Chiara Unguendoli Questo articolo ha ricevuto 160 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|