UN SANTO PER I GAY
Un Santo contro tutti gli integralismi e in difesa dei diritti umani e civili.
Un Santo di una nuova religione basata sui Diritti Universali della Donna e dell'Uomo.
Il Circolo Pansessuale Dionysios-Arcigay di Viterbo propone che il martire omosessuale Alfredo Ormando venga dichiarato Santo.
Alfredo, un "vero Santo", che ha viaggiato da Palermo a Roma per immolarsi con la benzina in piazza San Pietro il 13 gennaio 1998 e che ha lasciato un messaggio di vita con la Sua morte.
Un gesto estremo per salvare altre vite e per bollare l'emarginazione anticristica esercitata dai capi della religione cattolica.
L'Ormando Day del 13 gennaio è una giornata contro tutti gli integralismi, tutti i razzismi e tutte le emarginazioni.
Contro l'integralismo che vieta l'uso dei preservativi, che condanna l'omosessualità e che frena la ricerca scientifica, mietendo milioni di vittime con la parola, certamente non di Dio né di Gesù Cristo, commettendo un crimine contro l'umanità.
Contro questo crimine combatteremo con la NON-VIOLENZA, insegnataci lo scorso secolo da Ghandi e Luther King.
Alcune frasi dalla lettera lasciata da Alfredo Ormando:
"Chiedo scusa per essere venuto al mondo, per aver appestato l'aria che voi respirate con il mio venefico respiro, per aver osato di pensare e di agire da uomo, per non aver accettato una diversità che non sentivo, per aver considerato l'omosessualità una sessualità naturale, per essermi sentito uguale agli eterosessuali e secondo a nessuno, per aver sognato, per aver riso."
"Chiedo scusa al mondo intero per i miei crimini nefandi contro quella natura tanto cara e dissacrata dalla cristianità Il mostro se ne va per non revarvi più offesa, per non farvi più vergognare con la sua ignobile presenza, per non farvi schifare e voltare le spalle quando lo incontrate per strada."
"Non riuscivo più ad ingannare la mia logica di vivere, a farmi una ragione sulla mia emarginazione, sulla mia sconfinata solitudine."
"Non ho paura della morte, un ritorno nella mia vera casa che avevo lasciato per reincarnarmi in questo bruttissimo corpo per fare delle brutte esperienze di emarginazione e bassezze morali."
VI ASPETTIAMO TUTTI DOMENICA 13 GENNAIO 2002, ALLE ORE 15.30, IN PIAZZA PIO XII (SAN PIETRO), ROMA PER LA COMMEMORAZIONE DI ALFREDO ORMANDO.
Circolo Pansessuale Dionysios-Arcigay di Viterbo
A SAINT FOR THE GAY COMMUNITY A saint against the principle of integralism in defense of civil and human rights.
A saint for a new religion based on the Universal Rights of Men and Women.
The Pansexual Dionysios-Arcigay Society of Viterbo proposes that the homosexual martyr, Alfredo Ormando, be declared a saint.
Alfredo, a “true saint”, who traveled from Palermo to Rome to burn himself to death with petrol in piazza San Pietro on the 13th of January, 1998, left us a message of life with his death.
An extreme gesture made to save other lives and mark the anti-Christian marginalization exercised by the heads of the Catholic faith.
Ormando Day, 13th January, celebrates the stand against integralism, racism of all kinds and marginalization of minority groups.
It is against the integralism that forbids the use of condoms, that condemns homosexuality and prevents scientific research from progressing. It also reaps millions of victims with a word that certainly never came from Jesus Christ, much less from God, a word that commits a crime against humanity.
We will combat this crime with NON-VIOLENCE, taught us in the past century by Mahatma Gandhi and Martin Luther King.
Extracts from the letter left by Alfredo Ormando:
“I ask forgiveness for coming into this world, for having trodden on the air you breathe with my foul breath, for having dared to think and act like a man, for not having my diversity, which I did not feel, for having considered homosexuality a natural form of sexuality, for having felt equal to heterosexuals and no worse than any other, for having dreamed, for having laughed.”
“I ask forgiveness of the entire world for my terrible crimes against nature, so dear and desecrated by Christianity. The monster is going away so as to give no further offense, so as not to embarrass anyone any more with my ignoble presence, so as not to disgust you and make you turn your back when I pass you in the street.”
“I could no longer cheat myself into believing I had a reason to live, or find a reason for my marginalization, for my solitary rejection.”
“I’m not afraid of death, a return to my true home, which I left to reincarnate myself in this ugly body to have ugly experiences of marginalization and base morals.” Questo articolo ha ricevuto 142 visite.
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