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| Ruini contro aborto e fecondazione, su coppie di fatto regolamentiamo |
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| Per le coppie fi fatto garanzie al difuori di ogni equiparazione col matrimonio |
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| Venerdì 19 Ottobre 2001 |
| di la Repubblica |
| in Religione |
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Ruini: iniqua la legge sull'aborto stop al Far west della fecondazione
Roma, il cardinale al convegno sulla famiglia. Coppie di fatto, apertura verso la tutela dei diritti
MARCO POLITI
ROMA - «L'iniqua legge che legittima l'aborto». Con una bordata contro la legge 194 il cardinal Ruini apre il convegno nazionale sulla famiglia, che culminerà sabato con la grande veglia di preghiera in piazza San Pietro. La conferenza episcopale si attende l'arrivo di centomila fedeli. Interverrà anche Giovanni Paolo II. L'attacco alle norme, che regolamentano l'interruzione di gravidanza, mette in luce l'ambivalenza della gerarchia ecclesiastica incerta fra l'accettazione (pur criticandola) di una legge ormai entrata nelle coscienze degli italiani e la tentazione di modificarla in senso restrittivo approfittando del governo di centrodestra. Ma il presidente della Cei, inaugurando i lavori del convegno al santuario del Divino Amore di Roma, punta le sue carte soprattutto su una nuova politica dello stato. Con il pensiero rivolto alla Carta dei diritti della famiglia, promulgata dalla Santa Sede, Ruini chiede aiuti concreti a favore dell'istituto familiare. Importante per la Chiesa è di non abbattere le distinzioni fra la coppia sposata e altri modelli di convivenza. «Continuano ad essere forti - denuncia il porporato - le pressioni di una cultura pubblica, ampiamente veicolata dai media, che presenta come nuovi modelli di famiglia le più varie e anche moralmente meno sostenibili forme di convivenza». Non è un progresso, afferma Ruini, ma il segno di una confusione. E tuttavia, il presidente della Cei ha anche compiuto un'apertura sostanziale verso la tutela concreta dei diritti delle coppie di fatto e anche di quelle omosessuali. Purchè - sempre dal punto di vista della gerarchia ecclesiastica - non si parli di istituzioni ‘‘simili'' al matrimonio. Secondo la Chiesa, ha dichiarato, «alcune garanzie legate ai diritti individuali, anche in ordine a situazioni di cura e responsabilità verso altre persone, devono trovare soluzione al di fuori dell'ordinamento matrimoniale che deve essere salvaguardato nella sua specificità». Ruini ha nuovamente invocato una tutela globale della vita umana dal concepimento al suo termine naturale (accenno all'eutanasia da rifiutare), chiedendo al tempo stesso che si definisca al più presto la legge sui limiti alla procreazione assistita. « La proposta di legge dibattuta nel corso della passata legislatura - ha detto - sebbene presentasse problemi etici di non poca rilevanza, costituisce comunque un valido punto di partenza per arrivare quanto prima ad una legge che tuteli i diritti dei concepiti ed eviti manipolazioni e usi impropri delle cellule germinali e degli embrioni». Insomma, va superato il Far west delle fecondazioni artificiali e dell'uso delle cellule embrionali. Ma la questione è delicata. I cattolici conservatori tentano di far passare nella futura legge l'affermazione di uno ‘‘statuto del concepito'', un marchingegno per revisionare la 194 e limitare l'autodeterminazione della donna. Contemporaneamente rifiutano di accettare che anche le coppie di fatto possano servirsi della fecondazione assistita. Il convegno proseguirà oggi con l'accento sulle riforme necessarie per potenziare economicamente le funzioni sociali svolte dalla famiglia. Ruini ha ancora insistito sul finanziamento delle scuole cattoliche, cioè sul diritto di scelta delle famiglie. Questo articolo ha ricevuto 135 visite.
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