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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Scoppia la polemica sulle chiappe di Famiglia Cristiana
Scoppia la polemica sulle chiappe di Famiglia Cristiana
"Non siamo mica casa e chiesa" recita lo spot che pubblicizza la nuova veste del settimanale cattolico.
Giovedì 27 Settembre 2001
di Il Nuovo
in Religione

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Come immagine, il sedere di una ragazza. Critico il cardinal Tonini. A favore sociologi e psicanalisti. di Melissa Bertolotti MILANO – Due chiappe in bella vista. Strette da un paio di jeans attillati, con tanto di cintura costellata di borchie a dare un tocco di hard a quello che, è chiaro, appare il solito richiamo erotico usato “per vendere di più”. Nulla di strano, in una teoria di immagini pubblicitarie costellate da "tette e culi". Se non che, dalla tasca di quei jeans elasticizzati nei punti giusti, non spunti fuori una copia di Famiglia Cristiana. Un settimanale nuovo, come annuncia il suo direttore Antonio Sciortino nell’editoriale che accompagna il numero in edicola domani. Un giornale rinnovato, che come slogan sceglie “Non siamo mica casa e chiesa”. Un settimanale, il più venduto in Italia che conta 900 copie di diffusione e stima circa cinque milioni di lettori, che mentre cambia veste grafica ed editoriale, annuncia di voler attirare “credenti e non credenti, senza alcuna posizione preconcetta” e dichiara di avare un “orizzonte di interessi molto più ampio e ricco di quanto immaginano coloro che ancora non ci conoscono”.

E quale modo migliore, per farsi conoscere, se non quello di acquistare paginone intere dei quotidiani e sbatterci sopra due belle chiappe in primo piano? Anche Famiglia Cristiana (a destra il numero in edicola il 27 settembre), affidandosi alla campagna pubblicitaria dell'agenzia Euro RRscg, sembra pensarla così.

''Uno slogan forse un po' provocatorio, ma efficace – ha infatti ammesso il direttore del giornale Don Sciortino – perché il nostro orizzonte non è solo casa e chiesa, ma ben più ampio e ricco di quanto immagina chi non ci conosce''. Plaudono il Nobel Dario Fo, ''uno slogan efficace, avrei voluto inventarlo io'', e lo psicanalista Aldo Carotenuto: ''uno slogan - commenta - che apre gli orizzonti''. Lo slogan piace anche al sociologo Francesco Morace, ''un segnale di evoluzione culturale'' afferma, e all'ex presidente di Arci Gay, oggi deputato Ds, Franco Grillini: ''è ironico, intelligente, aperto''. Diversa la posizione di Don Mazzi sottolinea che ''è necessario avere coraggio per raggiungere anche i lettori piu' lontani''.

Critico invece il Cardinale Ersilio Tonini: ''non so – afferma – se sarà capito nel modo giusto. E' positivo il messaggio dell'interesse alla vita del mondo intero, il rischio è che si metta in evidenza solo la volontà di estraniarsi dal pregiudizio di un presunto bigottismo. 'Famiglia Cristiana non è mica casa e chiesa'. E qualcuno potrebbe domandare 'ma allora cosa siete?' con la possibilità di squalificare anche il concetto di famiglia che invece è il luogo da cui nasce il senso di appartenenza nel mondo''.

Monsignor Riboldi, vescovo di Acerra, è sulla stessa linea: ''io avrei preferito che lo slogan fosse 'non e' solo casa e chiesa'. L'intento di Famiglia Cristiana e' verso il dialogo, quindi nel senso giusto ma non si può mica d'altra parte, rischiare di escludere i fedeli e la Chiesa. Per questo, al posto di quel 'mica' avrei messo 'non è solo casa e chiesa, ma Mondo''.

(26 SETTEMBRE 2001, ORE 16:31)

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