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| Dopo le primarie di Genova, da Il Mattino di Padova: Alessandro Zan sindaco |
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| Il Pd padovano non è meno spaccato di quello ligure. Si ipotizzano 2 scenari: primarie interne al Pd (per avere solo un candidato come dice Bersani) e poi primarie di coalizione |
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| Giovedì 16 Febbraio 2012 |
| di Il Mattino di Padova |
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Padova - Leggo un articolo di Albino Salmaso sul mattino e mi pare di capire -Salmaso non lo scrive, ma dai ragionamenti che fa lo intuisco io- che per le prossime elezioni comunali a Padova il sindaco, se vincesse il centrosinistra, potrebbe essere Alessandro Zan di Sel.
Il Pd padovano non è meno spaccato di quello ligure. Certo, con qualche distinguo. Ma Ruzzante controlla la segreteria cittadina, Rossi palazzo Moroni, Sinigaglia e Piron l’area cattolica. E nessuno controlla nessuno. Non sono certo che le varie anime resistano alla tentazione di competere fra loro all’interno delle primarie del centrosinistra. Tutti convinti di poter primeggiare, col risultato che alle fine potrebbe farcela il candidato outsider. Nel caso di Genova Doria non è proprio l’outsider e neanche l’uomo di Vendola. E’ il candidato che spiega al Pd che l’elettore s’è rotto le scatole delle dinamiche di partito, dei gerarchi che decidono, dei soliti sempre lì a governare. A Padova si ipotizzano due scenari: le primarie interne al Pd (per avere solo un candidato come dice Bersani) e poi le primarie di coalizione. Oppure solo le primarie di coalizione.
In entrambi i casi il Pd rischia molto se non dà la sensazione di aver scelto con nettezza il suo candidato. Lo scenario è in evoluzione. Uno dei miei cronisti, Ernesto Milanesi, teorizza che, proprio per la paura di spaccarsi, il Pd padovano le primarie non le farà proprio. Nè del Pd nè di coalizione. (di Omar Monestier) Questo articolo ha ricevuto 1778 visite.
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