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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Comune di Milano , aiuti alle coppie gay: la Giunta va avanti, ma il Pd frena
Comune di Milano , aiuti alle coppie gay: la Giunta va avanti, ma il Pd frena
Il sindaco: «Il giornale dei vescovi mi ha criticato? Forse di Costituzione ne capisco di più io». Il Pdl: ricorso al Tar. Mal di pancia all'interno della maggioranza
Martedì 31 Gennaio 2012
di Corriere della Sera - Milano
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Milano - «Nessun passo indietro» sul fondo anticrisi allargato anche alle coppie di fatto. La giunta Pisapia va avanti. Anche se all'interno della maggioranza di centrosinistra ci sono molti mal di pancia. A partire dalla critica esplicita pronunciata in aula del consigliere cattolico del Pd, Marco Cormio: «La giunta non ha rispettato il consiglio comunale». Che ne sottintende una implicita molto più sostanziosa: «La giunta ha fatto una fuga in avanti». In questo spazio stretto c'è tutta la polemica di questi giorni sui fondi anticrisi allargati anche alle coppie di fatto e alle coppie gay. Una notte hegeliana dove tutte le vacche sono grigie.

Dove si mischiano argomenti distinti, come gli aiuti per le persone in difficoltà e il registro delle unioni delle coppie di fatto. Questioni di metodo e questioni di merito che si confondono. E sottintendono la difficoltà della maggioranza ad affrontare un tema così delicato. «La giunta ha fatto bene a presentare questa delibera - dice Cormio in aula -, ma è stato fatto un errore di valutazione. Forse la giunta si è dimenticata di fare un passaggio preventivo in commissione. C'è stata una mancanza di correttezza istituzionale». Il motivo formale? Le destinazioni del fondo anticrisi erano già state determinate dal Consiglio, qualsiasi cambiamento doveva passare per l'aula.

Schermaglie. Per dire che su un tema così importante ci doveva essere la discussione più ampia possibile. Miele per le orecchie dell'opposizione. Che si butta a capofitto nelle crepe lasciate aperte dalla maggioranza. Interviene l'ex presidente dell'aula, Manfredi Palmeri. «Basta con la melina. Se avete qualche idea, portatela in aula». La Lega: «A che servono allora le commissioni?», dice Alessandro Morelli. C'è anche un siparietto tra il sindaco Giuliano Pisapia e l'ex vicesindaco Riccardo De Corato. Quest'ultimo ricorda che Avvenire , il giornale della Cei, ha bollato di incostituzionalità il provvedimento del Comune: «Forse - replica Pisapia - di Costituzione ne capisco più io». Frase che non convince De Corato: «Quando avrò in mano la delibera presenterò ricorso al Tar». Ultimo intervento. Quello del capogruppo del Pdl, Carlo Masseroli: «La delibera venga portata in aula».

È il momento di chi quella delibera l'ha firmata e portata in giunta. L'assessore Pierfrancesco Majorino: «Non ci sarà nessun passo indietro. Magari ci sarà un arricchimento sul numero dei componenti dei nuclei familiari. Ma i principi non li mettiamo in discussione. Perché i fondi per le coppie in difficoltà fanno riferimento a stanziamenti diversi dal fondo anticrisi e quindi non sono materia di Consiglio. Faremo un errore a ragionare solo in modo formale. D'altra parte, il Consiglio, nella sua piena autonomia, ha tutti gli strumenti per intervenire in materia».

La sensazione è che si parli di altro. Perché le sensibilità sono diverse. Basta sentire il cattolico del Pd, Andrea Fanzago: «Non si può discriminare nessuno davanti alla crisi. Ma è chiaro che le famiglie con figli devono avere la priorità sugli altri. Se poi restano delle risorse e se ci sono i requisiti si può pensare anche agli altri richiedenti». (di Maurizio Giannattasio)

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