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| Omofobia su Internet, Luxuria denuncia un gruppo su Facebook |
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| La polizia postale ha garantito l'immediato intervento. "Una vera e propria istigazione contro di me", lamenta l'ex parlamentare foggiana |
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| Venerdì 09 Dicembre 2011 |
| di la Repubblica |
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"Su Facebook è comparso un gruppo di discussione che fin dal titolo, 'Abbattiamo - Vladimir Luxuria', è una vera e propria istigazione alla violenza contro di me". Lo riferisce l'artista e scrittrice, ex parlamentare di Rifondazione, peraltro neanche iscritta al social network, sottolineando che il gruppo riporta il nome del fondatore. Luxuria, nata a Foggia, è stata recentemente a Bari per il primo Queer festival dedicato alle tematiche glbt e quest'estate, nel corso delle presentazioni del suo primo romanzo Eldorado, ha raccontato spesso delle discriminazioni che ha vissuto sulla propria pelle. Stavolta però, la Rete le riserva commenti brutali. Fra i quelli pubblicati online, "alla ghigliottina sto c...o di schifo", "non ci farei nemmeno il sapone", "c'è solo da sperare che l'Aids arrivi anche per lui/lei". Non mancano anche le affermazioni 'a difesa', la più recente si conclude con le parole "...siete solo dei fascisti maleducati". "Cose analoghe mi erano successe un po' di tempo fa, quando ero in Parlamento e i gruppi in questione erano statui bloccati dalla polizia postale", ricorda Luxuria, sottolineando infine che "il verbo 'abbattere' rivolto a una persona è inquietante, si abbatono le bestie, gli edifici".
"Ci occuperemo anche di questo caso. Non è un fenomeno che riguarda solo Luxuria". Sabrina Castelluzzo, responsabile sezione crimini informatici del Servizio polizia postale e delle comunicazioni, assicura un immediato intervento. "In passato - ricorda il vice questore aggiunto - ci sono stati perfino gruppi nati sul noto social network per Sarah Scazzi o Pietro Taricone. Spesso lo scopo di certi individui è solo attirare l'attenzione e provocare la discussione. Il fenomeno è conosciuto come 'effetto trolling': chi pubblica queste pagine si comporta come un 'troll', lo gnometto odioso che, attraverso messaggi irritanti, stuzzica altri soggetti alla discussione". "Si sviluppa così un dibattito in rete - rimarca Castelluzzo - nel quale ognuno prende la propria parte: c'è il mediatore, il purista e altre figure. In realtà in molti casi il modo migliore per evitare di cadere nella trappola del 'troll', è astenersi da ogni commento". Questo articolo ha ricevuto 2175 visite.
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