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| Bologna: Consulta, Curia attacca Comune, ingresso gay offesa ai cattolici |
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| Palazzo D'Accursio ha accettato la partecipazione di Agedo e Famiglie Arcobaleno nell'organismo sulla Famiglia. L'editoriale del settimanale di Avvenire: "E' contro la Costituzione" |
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| Domenica 04 Dicembre 2011 |
| di la Repubblica - Bologna |
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Una scelta che è contraria alla Costituzione e alla comunità cattolica. E' così che la Curia, nell'editoriale non firmato che sarà pubblicato domani nell'inserto settimanale di Avvenire, Bologna Sette, definisce il via libera del Comune all'ingresso di Agedo e Famiglie Arcobaleno, due realtà della sfera omosessuale, nella Consulta della Famiglia. E' "una grave offesa in primo luogo alla ragione e al buon senso comune - si legge - perché non si capisce la congruenza dell’una con le altre; poi alla comunità civica, perché in palese contrasto con l’articolo 29 della Costituzione; e inoltre alla comunità cattolica – che pure è parte rilevante del consorzio bolognese - perché degrada a un relativismo senza fondamento nella persona umana quella concezione della famiglia che da secoli è patrimonio della nostra gente".
L'editoriale ricorsa le parole pronunciate dal cardinal Carlo Caffarra (nella foto con Ratzinger) ormai nove anni fa: "Devono essere salvaguardate la tutela e la promozione della famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso […] ad essa non possono essere giuridicamente equiparate in alcun modo altre forme di convivenza", e nel 2003: "Nessuna ideologia può cancellare dallo spirito umano la certezza secondo la quale esiste matrimonio soltanto tra due persone di sesso diverso, che per mezzo della reciproca donazione personale, loro propria ed esclusiva, tendono alla comunione delle loro persone. In tal modo si perfezionano a vicenda, per collaborare con Dio alla generazione e alla educazione di nuove vite".
"Pertanto - insiste con tono severo la nota della Curia - i singoli fedeli e le associazioni che fanno riferimento all’appartenenza ecclesiale hanno il grave dovere, in forza della coerenza con la fede che professano, di astenersi da qualsiasi forma di cooperazione volta a promuovere o applicare concezioni della famiglia in palese contrasto con il magistero cattolico". In conclusione, la Curia impone l'aut-aut: "In questo contesto la presenza in organismi che nella denominazione si riferiscono alla famiglia costituzionale ma poi accolgono chi propugna orientamenti diversi è un messaggio carico di ambiguità e perciò contrario allo spirito di verità. Il dovere è perciò quello di uscirne". Questo articolo ha ricevuto 3969 visite.
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