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| Padova: trentenne indagato per estorsione, si spacciava per escort gay |
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| Si spacciava per un gay pronto a vendere le proprie prestazioni sessuali, poi con furbizia carpiva informazioni personali degli interlocutori-potenziali clienti |
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| Venerdì 04 Novembre 2011 |
| di Il Mattino di Padova |
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Si spacciava per un gay pronto a vendere le proprie prestazioni sessuali, poi con furbizia carpiva informazioni personali degli interlocutori-potenziali clienti in vista dell’appuntamento hard. Ma anziché concretizzare l’incontro, ricontattava le vittime minacciando di divulgare le loro abitudini sessuali ad amici e familiari, senza trascurare l’ambiente di lavoro. E in tanti - insospettabili mariti e padri di famiglia omosessuali - preferivano comprare quel silenzio piuttosto che rischiare di veder stravolta la propria esistenza. Quel pesante “gioco” non è durato troppo. Così un trentenne padovano è finito indagato per estorsione: il ricatto era ormai diventato il suo lavoro. Un lavoro che, al colpo, poteva fargli guadagnare dagli 800 ai mille euro da versare in una carta postepay. A denunciare il giovane è stato un signore triestino che aveva risposto a uno degli annunci pubblicati dal padovano su siti web specializzati. Deciso a non sottostare a quella violenza, l’uomo ha informato la polizia triestina che, grazie al numero di cellulare del gigolò, ha identificato il ricattatore poco accorto perché usava il suo telefono personale. L’indagine è finita sul tavolo del pm Sergio Dini che ha affidato gli accertamenti alla Squadra mobile. Una decina di altre vittime sono state individuate grazie ai tabulati telefonici Questo articolo ha ricevuto 3588 visite.
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