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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Congresso dei responsabili, Scilipoti: no a matrimoni gay e a voto anticipato
Congresso dei responsabili, Scilipoti: no a matrimoni gay e a voto anticipato
Ieri mattina si è svolto il primo congresso del Movimento Responsabilità Nazionale di Domenico Scilipoti: presenti all'incontro anche il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi
Sabato 22 Ottobre 2011
di La redazione di Gaynews
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Un congresso a dir poco lussuoso quello di Domenico Scilipoti e del suo Movimento di Responsabilità Nazionale, svoltosi stamattina a Roma, nell’auditorium Massimo. Nella struttura hanno suonato fanfare che hanno riprodotto l’Inno di Mameli e la colonna sonora del movimento. A rendere ancora più elitario l’intero svolgersi della cerimonia, l’arrivo di sei modelle vestite con minigonna e tacchi a spillo, con a seguito la stilista Lidia di Verniere e l’attore Valerio Alba. Scilipoti viene ben accolto dai presenti, e, entrato nell’Auditorium, firmando autografi e rilasciando interviste. Il politico afferma che se si abbattesse il Governo Berlusconi, accadrebbe che “gli speculatori che fanno parte di quella lobby non nobile delle banche” sarebbero “pronti a distruggere questo paese”. Scilipoti, dunque, si schiera contro il voto anticipato e parla, poi, delle sue opinioni contrarie sia all’anatocismo sia ai matrimoni omosessuali.

La famiglia, per Scilipoti, deve essere intesa come unione di un uomo e una donna: “Un uomo come può sostenere la famiglia se il suo compagno è un uomo”, queste le parole del leader dei responsabili italiani. Al congresso ha preso parte anche Gaetano Saya, a capo della formazione conservatrice MSI-Destra Nazionale, con il quale sembra, da tempo, dialogare per un’eventuale alleanza politica. Anche il Premier Silvio Berlusconi è arrivato sul posto, accolto dalle note dell’inno nazionale. Il primo ministro ha ringraziato Scilipoti e ha iniziato subito un discorso in cui ha evidenziato quanto e come è stato attaccato politicamente e personalmente, da quando ha esordito in politica, nel 1994, facendo riferimento agli attacchi della magistratura: “Da quando sono in campo non mi hanno fatto mancare nulla. Aggressioni mediatiche, politiche, giudiziarie con 103 indagini e 40 processi”.

Il suo ingresso sulla scena politica italiana era stato visto negativamente anche dalla madre, ma, nonostante tutto, Berlusconi dice di aver voluto intraprendere ugualmente la carriera politica per sottrarre l’Italia ai “comunisti ortodossi“, sottolineando che oggi il governo ha i numeri necessari per poter andare avanti e modificare alcuni punti in materia di giustizia e di Costituzione, affinché “i giudici facciano i giudici e non utilizzino la giustizia come arma politica“. Anche la carta costituzionale va cambiata, secondo il Cavaliere, in quanto “il governo e il presidente del Consiglio non hanno nessun potere“. Dopo il discorso, il Premier saluta la platea presente e si allontana dalla sala. (FanPage.it)

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