Pd-gay, la polemica non si placa chiuso 'per lutto' lo stand alla Festa
Nonostante l'incontro chiarificatore tra D'Alema e i responsabili del movimento omosessuale, la tensione resta alta. E il tendone del "Bologna Pride", già listato a lutto, oggi è rimasto sigillato
Lo stand "Bologna Pride 2012" alla Festa dell'Unità di Bologna, già listato a lutto per segnalare il disagio nei confronti delle recenti affermazioni di Massimo D'Alema sui matrimoni omosessuali, resta chiuso per protesta.
Anche se continuerà a partecipare ai dibattiti in programma alla Festa, l'Arcigay di Bologna annuncia, in una nota firmata dal suo presidente Emiliano Zaino, la chiusura dello spazio (ieri sera già listato a lutto), "nell'attesa che la nostra comunità riceva delle risposte che possibilmente non alimentino le argomentazioni omofobiche di chi non ci vuole uguali nei diritti".
Ieri sera, in una saletta della direzione della festa bolognese, c'era stato il colloquio chiarificatore tra Massimo D'Alema e i responsabili nazionali di Arcigay e Arcilesbica. L'incidente (l'ex premier, citando la Costituzione, aveva parlato del matrimonio come di un'unione tra un uomo e una donna), era stato derubricato a un equivoco.
''Non ho mai detto che la Costituzione impedisce il matrimonio omosessuale - aveva chiarito D'Alema -. Ho detto che siamo in un Paese con una storia e una tradizione''. Nel quale la lotta per i diritti deve fare i conti ''con un ragionevole compromesso'' tra ''l'allargamento dei diritti per persone che convivono'' e ''la sensibilità di un mondo cattolico che si sente urtato''. Il chiarimento era servito a evitare
che D'Alema - impegnato in un dibattito con il premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi - venisse contestato apertamente durante la Festa dell'Unità.
Ma il caso non è ancora chiuso: pur riconoscendo l'importanza dell'incontro "chiarificatore" con D'Alema, il presidente di Arcigay Paolo Patané segnala che "l'impressione generale è che il Partito Democratico, sui diritti di omosessuali, lesbiche e transessuali, abbia interrotto il dialogo con il movimento e il Paese, chiudendosi in logiche di partito e abbandonando un percorso ultra ventennale di confronto".
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