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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Vicenza: «Stop alle lobby gay». E nel Pd scoppia la bufera estiva
Vicenza: «Stop alle lobby gay». E nel Pd scoppia la bufera estiva
Un bollente scambio di email tra i democratici vicentini. Tutto nasce dall'affondo di Luciano Parolin sulle nozze gay: «È questa la vera famiglia?». Raffica di repliche. Luigi Poletto: «Sconcertante»
Mercoledì 17 Agosto 2011
di Il Giornale di Vicenza
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Vicenza - «Ogni tanto ghe vole 'na bela scorlada», ama dire Luciano Parolin, settantenne esponente di spicco del Partito democratico vicentino: siede nel direttivo, nel 2010 è stato candidato alla segreteria di Vicenza città. Questa volta la scorlada ha deciso di assestarla agli ombrelloni dei democratici nostrani, travolti nel pieno delle vacanze da un siluro sganciato via posta elettronica all'inizio di agosto. «Stop alle lobby dei gay», tuona Parolin, anima degli "Amici di viale Trento", impegnato nella cittadinanza attiva. Tempo fa ha raccontato di essere stato un fan di Elton John, ma di aver provato un senso di disgusto alla notizia dell'unione della star inglese con un altro uomo, con annessa acquisizione di un pargolo. Il mal di stomaco gli si è riproposto quando si è imbattuto nelle foto raggianti di Paola Concia, deputata del Pd, sposa di un'altra sposa. Prego? Sì, nozze tra donne, celebrate in Germania.

Parolin (nella foto sotto) non ci ha più visto, ha avviato il pc, ha selezionato una corposa mailing list di destinatari, ha scritto di getto le sue impressioni d'agosto e le ha diramate a dirigenti e militanti del Pd, ma anche giornalisti ed esponenti di altri partiti. Morale: tuoni e fulmini.

Ma cosa scrive Parolin? Poche, toniche righe: «L'onorevole del Pd Paola Concia si è sposata a Francoforte. Fiori d'arancio eccetera. Adesso che ha coronato il sogno d'amore, speriamo la smetta di presentare disegni di legge ad personam (a nome del Pd) in difesa di non so quali diritti negati. Domanda seria: è questa la famiglia che (tutti) si vogliono formare? Sono queste le famiglie che si devono sostenere? Il Pd quando la smette di appoggiare proposte in difesa delle lobby omosessuali che accampano diritti di "sostegno"?».

Battitore libero, alla vigilia della sfida per la segreteria democratica Parolin si presentava con questo biglietto da visita: «Non ho sostegni in alto loco, non sono manovrabile, forse sono un candidato scomodo». Non è un dettaglio ricordare che fu sconfitto per mano di Enrico Peroni, 24 anni, cofondatore dell'associazione Aletheia, che si batte contro l'omofobia e per difendere i diritti delle persone che si riconoscono nell'acronimo Glbt. Tradotto per esteso: gay, lesbiche, bisessuali, transgender. Parolin, da parte sua, è invece alfiere della famiglia tradizionalmente concepita, al punto da farsi promotore di un comitato di difesa.

L'exploit urbi et orbi di Parolin ha scoperchiato la pentola a pressione di un partito ancora diviso tra laici e cattolici, che va in fibrillazione ogniqualvolta deve fare i conti con bioetica e diritti civili. Mano a mano che i democratici vicentini rientrano in città, leggono lo sfogo e rispondono. Una delle voci più autorevoli è quella di Luigi Poletto, presidente del consiglio comunale, di ritorno dalla London burnig, che bolla l'intervento come «sconcertante».

Poletto sostiene che «in tutta Europa ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale è bandita dagli ordinamenti giuridici e alle persone omosessuali legate da relazioni affettive sono riconosciuti diritti civili ampi ed estesi. Il problema non è secretare il dibattito su queste materie nelle pieghe autoreferenziali dei dibattiti interni del Pd, bensì rendere le battaglie per i diritti civili centrali nella cultura politica di un moderno partito progressista. A dire il vero i diritti civili in Europa sono patrimonio comune anche di molte componenti politiche moderate e liberali, ma tant'è: in Italia evidentemente il clericalismo riesce a condizionare ancora governi e forze parlamentari. Non l'opinione pubblica, che ha già metabolizzato la più autentica delle verità e cioè che l'amore non conosce confini e che quello tra persone dello stesso sesso non è meno profondo, vibrante e ricco dell'amore tra persone di sesso diverso. Tutto qua». (di Gian Marco Mancassola)

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