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| «L'Avvenire» contro la Concia: nozze show. Lei: solo amore per Ricarda |
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| Più che di un matrimonio, si tratterebbe di un vero e proprio «caso». Anzi: di «una scelta strumentale per scatenare l'ennesimo, sterile scontro» |
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| Lunedì 08 Agosto 2011 |
| di Corriere della Sera |
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Roma - L'Avvenire, quotidiano della Conferenza episcopale italiana, bolla così le nozze celebrate venerdì a Francoforte tra Anna Paola Concia, 48 anni, esponente del Pd e unico parlamentare italiano dichiaratamente omosessuale, e la sua compagna tedesca Ricarda Trautmann, quarantaquattrenne criminologa di Colonia. Per coronare il loro sogno d'amore le due spose hanno dovuto pronunciare il si e scambiarsi le fedi in Germania, dove la legge consente le nozze tra coppie gay. Una cerimonia che per il quotidiano dei vescovi si è subito trasformata nel «pretesto per il solito polverone propagandistico e il solito caso a orologeria».
Non solo. Se l'Avvenire, nell'editoriale a firma di Luciano Moia, ha «invaso la sfera privata» della deputata, è stato perché la stessa Concia «ha dato al suo gesto massima e ostentata visibilità. Addirittura attraverso la vendita dei diritti della cerimonia a una rivista», scelta «aderente ai peggiori istinti mediatici e commerciali». Parole che la parlamentare del Pd che da mercoledì sarà in luna di miele a Schwerin, città d'arte e di foreste a due passi dal mare del Nord trova «offensive e volgari. In Germania quello che abbiamo celebrato è stato un matrimonio vero.
Parliamo di sentimenti, amore e non certo di un polverone mediatico». Quanto all'esclusiva, Concia ribatte piuttosto arrabbiata, tanto da ventilare una querela indirizzata al quotidiano cattolico di «averla regalata, senza alcuna contropartita. Se non quella di avere avuto la possibilità di chiarire che in Germania esiste una legge che invece in Italia manca. Da una parte dell'Europa siamo una famiglia e dall'altra due perfette sconosciute. Assurdo». C'è dell'altro, però. Secondo l'Avvenire, il matrimonio dei coniugi Concia ha messo in moto una «straordinaria macchina del consenso» che ha trasformato «un momento comunque intimo in un episodio segnato da una pesante etichettatura ideologica».
La novella sposa scrolla la testa e sostiene che «il punto è proprio questo: a dare fastidio alla Cei è stata la sorprendente e commovente dimostrazione d'affetto che mi ha travolto». Sulla sua pagina Facebook, la deputata ha ricevuto migliaia di auguri. Sono arrivati anche quelli della presidente del Partito democratico Rosy Bindi e dell'ex segretario Dario Franceschini. Piuttosto a sorpresa, ha chiamato anche la governatrice del Lazio Renata Polverini. «Mi ha telefonato, ha avuto parole tenere e delicate a differenza di Daniela Santanchè...».
L'altro ieri, a proposito del matrimonio celebrato a Francoforte, parlando con il Corriere il sottosegretario alla presidenza del consiglio si era chiesta «che esempio stiamo dando ai nostri figli: due donne, Dio santissimo, che si sposano...». La parlamentare del Pd adesso replica che Santanchè «non mi sembra la regina della moralità e certo non si può permettere di spiegare a me cosa sia l'amore. Quello semmai lo può fare mio padre, ex dirigente dell'Azione Cattolica, che mi ha inviato una lettera che mi ha fatto piangere». A Ricarda e Anna Paola, Enzo Concia, 83 anni, ha fatto una confessione: «Neanche per me è stato facile capire e accettare fino in fondo. Quello che però voglio dirvi è che né a me né ad altri dovete rendere conto, ma solo l'una all'altra. Perché il diritto di amarvi è scritto più in cielo che in terra: "In Paradiso i matrimoni non ci sono ma l'amore sì"...». (di Alessandro Fulloni) Questo articolo ha ricevuto 4000 visite.
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