 |
| Triangoli rosa: morto l’ultimo gay sopravvissuto ai campi di concentramento |
 |
| È morto Rudolf Brazda, l’ultimo superstite di quelli che venivano chiamati tragicamente “Triangoli rosa”, gli omosessuali internati nei campi nazisti a causa della loro omosessualità |
 |
| Venerdì 05 Agosto 2011 |
| di La Stampa |
| in Primo piano |
|
 |
|
Parigi - È morto Rudolf Brazda, l’ultimo superstite di quelli che venivano chiamati tragicamente “Triangoli rosa”, gli omosessuali internati nei campi nazisti a causa della loro omosessualità: il triangolo rosa era il pezzo di stoffa cucito sulla loro divisa, in base a quanto previsto dal paragrafo 175 del codice penale tedesco.
L’8 agosto 1942 era stato deportato nel campo di concentramento di Buchenwald, dove rimase fino alla liberazione, l’11 aprile 1945. Quasi tre anni vissuti nell’inferno. Il prigioniero numero 7952, come gli era stato tatuato sul braccio, era tra coloro che erano riusciti a sopravvivere al lavoro forzato nel campo di sterminio nel quale fu più intensamente sperimentato l’annientamento da lavoro.
Negli ultimi anni della sua lunga vita aveva deciso di dare voce alla sofferenza delle vittime omosessuali dei campi nazisti e portare al mondo la sua testimonianza. All’età di 98 anni anche lui, uno degli ultimi sopravvissuti di quella tragica parte di storia del secolo scorso, dopo essere stato insignito della Legion d’Onore, si è spento e con lui si è spenta la voce di un testimone. I superstiti sono sempre meno e sempre più anziani. Presto non avremo più testimoni da ascoltare. Questo articolo ha ricevuto 4689 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|