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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
E la cognata di Casini è candidata alle Pari Opportunità in Emilia Romagna
E la cognata di Casini è candidata alle Pari Opportunità in Emilia Romagna
Un altro passo verso l’alleanza tra Partito Democratico e Udc in vista delle prossime elezioni? O un altro passo verso il disastro? La nomina osteggiata da sinistra ed associazioni LGBT
Martedì 26 Luglio 2011
di Giornalettismo
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Bologna - Silvia Noè, capogruppo Udc in Emilia e cognata di Pierferdinando Casini, è candidata alla presidenza delle Pari Opportunità in Emilia. Ma la sua nomina è osteggiata dai movimenti di difesa dei diritti dei gay. Ne parla Leonard Berberi sul Corriere:

Loro ne fanno una battaglia in difesa delle libertà civili. Lei, l’«avversaria », si appella alle regole della democrazia. In mezzo ci sono le pari opportunità nella regione Emilia Romagna. E una presidenza, ancora da assegnare, che fa già discutere. Sinistra e libertà, Italia dei valori, Federazione della sinistra, movimenti in difesa dei diritti degli omosessuali: tutti contro il consigliere udc Silvia Noè, candidata a ricoprire il ruolo di presidente della commissione Pari opportunità della Regione. Creando più di un grattacapo al governatore Vasco Errani, uno dei maggiori sponsor della Noè. I primi malumori nella giunta sono arrivati già venerdì. Secondo dipietristi e vendoliani con la nomina della Noè verrebbe meno il carattere «laico » della commissione. E non nascondono il fastidio su un presunto accordo tra Pd e Udc che avrebbe portato alla candidatura centrista.

La Noè è una democristiana di ferro e moglie di Federico Casini, il fratello del più famoso Pier Ferdinando:

Sinistra e associazioni Lgbt la ritengono inadatta a ricoprire quel ruolo proprio per il suo retaggio. Oggi, davanti al Palazzo della Regione, ci sarà pure un presidio dei movimenti gay con tanto di padelle e mestoli da far sbattere «per protestare contro l’avvento di un moderno Medioevo ». «Chiediamo una presidenza rispettosa del diritto di autodeterminazione di ogni donna o uomo», dicono. «Non vogliamo una persona contraria all’aborto e all’esercizio delle libertà individuali ». «Obiezioni infondate», taglia corto la Noè. «Il ruolo del presidente di commissione è quello di garantire il rispetto delle regole di lavoro, non di decidere i temi».

Secondo la centrista l’obiettivo dei contestatori sarebbe un altro:

«Mi attaccano per la mia formazione cristiana e per questo vogliono zittirmi. Ma io non mi farò chiudere la bocca: siamo in una democrazia». «Il presidente è una persona seria e sarà garante delle regole della Regione», dice la Noè. «Le sinistre non possono stravolgere questo principio ». Anche perché, se Errani dovesse cedere, «potrebbero esserci ripercussioni anche a livello nazionale».

Eccolo, il ricattino sulle ripercussioni a livello nazionale. Che immaginiamo agghiaccianti: si potrebbe far saltare l’accordo con il Pd, con il risultato che il Terzo Polo perderà anche le prossime elezioni. Agghiacciante, no?

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