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| Politica: se Tremonti e Milanese sono una coppia a noi non interessa |
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| Serve un codice per decifrare i quotidiani in questi giorni. Sfornano articoli densi di allusioni tipiche di un paese omofobo quale siamo. Usano parole come “tenerezza”, “debolezza” |
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| Giovedì 14 Luglio 2011 |
| di La redazione di Gaynews |
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Serve un codice per decifrare i quotidiani in questi giorni. Sfornano articoli densi di allusioni tipiche di un paese omofobo quale siamo. Del Tremonti privato, francamente interessa zero. Quel che gradiremmo avere sono delle risposte dal Tremonti pubblico in merito ai rapporti col suo ex braccio destro. Queste sì doverose da parte di un ministro dell’Economia.
Da giorni i presunti beninformati scrivono sui loro giornali articoli allusivi sul rapporto speciale che legherebbe Tremonti a Milanese. In soldoni, per chi non l'avesse capito, l'allusione è riferita al presunto rapporto omosessuale tra i due. Rileggere gli articoli con questo codice di decodificazione, fondamentale per un paese omofobo come l’Italia, rende tutto più chiaro. Il Corriere, il Fatto Quotidiano, Dagospia: chi più, chi meno, girano tutti attorno a questo. Dicono e non dicono. Usano parole come “tenerezza”, “debolezza”. Altri, come Il Giornale di oggi, usano linguaggi ancor più duri: al limite della minaccia di rivelazione di «inconfessabili segreti».
Ora, però, noi de Linkiesta vorremmo dire una cosa. Garbata, ma ferma. A noi del rapporto umano tra Tremonti e Milanese non ce ne frega assolutamente niente. Se sono una coppia felice, siamo felici per loro. Se sono tutte illazioni, tanto meglio. Anche i continui riferimenti al «metodo Boffo» ci lasciano esterrefatti: quando in questo paese si smetterà di essere ricattabili in forza di propri orientamenti sessuali pienamente legittimi? Davvero non capiamo, di fronte a quel che leggiamo quotidianamente, come possa essere questo il tema. Il nodo è un altro: può il ministro dell’Economia avere come braccio destro una persona che non solo gli pagava la casa (è ormai un’abitudine) ma agiva in maniera a dir poco ambigua nella gestione del potere e delle nomine, come emerge dall’inchiesta sulla P4? Può il ministro dell’Economia avere come collaboratore privilegiato un ex ufficiale della Guardia di Finanza oggi accusato di corruzione e che tali reati avrebbe commesso proprio svolgendo il suo ruolo di stretto collaboratore del ministro?
E ancora, semmai, come si son conosciuti e in che modo sono entrati in così stretti rapporti professionali Marco Milanese, ufficiale della Guardia di Finanza, e uno dei più importanti tributaristi italiani? Faccia chiarezza su questo, Tremonti. Del resto non ci importa nulla. Nei paesi che piacciono a lui (e a noi) le relazioni omosessuali non vietano a nessuno di fare il ministro: il mero sospetto di corruzione all’interno degli apparati dello Stato, invece, obbliga a dimissioni rapide. E, queste sì, coperte dalla pubblica riprovazione. (Linkiesta.it) Questo articolo ha ricevuto 5311 visite.
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