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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Napoli: annunciato consiglio comunale per l'approvazione del registro delle unioni civili
Napoli: annunciato consiglio comunale per l'approvazione del registro delle unioni civili
L' assessora del Comune di Napoli con delega alle Pari opportunità, Pina Tommasielli, ha annunciato la convocazione di un consiglio comunale monotematico sul tema dei diritti
Giovedì 14 Luglio 2011
di La Gazzetta del Mezzogiorno
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Napoli - L' assessora del Comune di Napoli con delega alle Pari opportunità, Pina Tommasielli, ha di recente annunziato la convocazione un consiglio comunale monotematico sul tema dei diritti di cittadinanza, nel quale discutere, tra l'altro, la proposta dell'istituzione del registro delle unioni civili, già nel programma del sindaco de Magistris e condivisa da tempo dalle associazioni del mondo omosessuale. Sul tema appare utile una riflessione senza pregiudizi aprioristici. La difesa dei diritti di cittadinanza non appartiene a nessuno in via esclusiva e rinvia all'altro arduo tema del catalogo dei diritti tutelabili.

E se bene ha fatto il sindaco de Magistris a esprimere con la sua presenza al gaypride napoletano la solidarietà della città a chi soffre ingiuste discriminazioni a causa dei loro orientamenti sessuali, parimenti deve essere sottolineato che esprimere dissenso sull'istituzione del registro delle unioni civili non significa condividere posizioni omofobe. Sulla scorta delle norme vigenti sono già registrabili negli appositi registri comunali le cosiddette famiglie anagrafiche, composte da conviventi legati da vincoli affettivi di qualsiasi natura, come matrimonio, parentela o anche di mero fatto, nonché, come conviventi anagrafici, coloro che vivono insieme per motivi diversi, ad esempio religiosi, di cura, assistenza, militari, di pena, eccetera.

È possibile, ancora, ottenere una certificazione del sindaco attestante la costituzione di famiglia affettiva, sempre indipendentemente dalla sussistenza un vincolo matrimoniale, come già avviene regolarmente a Bologna e Padova. L'istituzione del registro delle unioni civili nulla di utile rappresenterebbe rispetto alla situazione già esistente, riducendosi nella sostanza alla introduzione di una sezione specializzata del più generale registro anagrafico della popolazione. Infatti, i registri anagrafici procedono all'annotazione di situazioni di fatto, ma non sono in nessun modo in grado di fare acquisire alle unioni di fatto status giuridici in qualche misura comparabili alle famiglie legittime. Questo aspetto può essere solo introdotto per legge dello Stato.

Nessuna aspettativa di legittimazione può dunque discendere dalla mera introduzione del registro e la battaglia per la sua introduzione risponde più a logiche politiche e ideologiche che al raggiungimento di effettive utilità. Comunque, sicuramente legittima è l'istituzione del chiarito registro e ad essa hanno proceduto alcuni comuni italiani (circa 54), seppure non i più importanti. La mancanza di finalità pratiche utilmente raggiungibili deve indurre l'attuale maggioranza in consiglio comunale alla prudenza, senza lasciarsi travolgere dalle dinamiche interne alle diverse sue componenti.

La tutela dei diritti di cittadinanza, in primo luogo dell'eguaglianza di trattamento, in materia di famiglia non può prescindere dall'esigenza di tutela degli individui nelle famiglie, a partire da quelle legittime, attraverso una seria lotta alle tante povertà che le affliggono. È auspicabile che la seduta monotematica del consiglio comunale sui diritti di cittadinanza tratti primariamente dei bisogni e delle povertà da superare per una loro più piena tutela, senza subire il fascino di questioni di principio che aggravano le divisioni tra gli schieramenti e provocano risposte altrettanto dogmaticamente astratte.

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