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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Insieme da 5 anni, Lo Giudice va ad Oslo per sposare il suo compagno
Insieme da 5 anni, Lo Giudice va ad Oslo per sposare il suo compagno
Stanno insieme da cinque anni e mezzo, vivono sotto lo stesso tetto e ora vogliono sposarsi. Ma non vogliono aspettare il giorno in cui anche in Italia il matrimonio tra gay
Venerdì 01 Luglio 2011
di Corriere di Bologna
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«Chiederemo la trascrizione in Italia delle nozze e, dopo il rifiuto, faremo ricorso alla Corte europea»

Stanno insieme da cinque anni e mezzo, vivono sotto lo stesso tetto e ora vogliono sposarsi. Ma non vogliono aspettare il giorno in cui anche in Italia il matrimonio tra persone dello stesso sesso sarà legale. Perciò faranno 2.000 chilometri. Tanti quelli tra Bologna e il palazzo di giustizia di Oslo dove il 27 agosto si sposeranno Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay e capogruppo Pd nel Comune di Bologna, e Michele Giarratano, avvocato e responsabile dell’ufficio legale nazionale di Arcigay.

Entrambi nati in Sicilia, Sergio 50 anni fa, Michele 29. Saranno sposi per amore, ma anche per politica. «Facciamo questo passo ora prima di tutto perchè vogliamo sposarci - racconta Lo Giudice - ma c’è pure una motivazione di tipo politico, anche se non è legata all’attualità e alla novità di New York». In effetti, mesi fa la coppia aveva fatto richiesta di pubblicazioni di matrimonio al Comune di Bologna. Il rifiuto è arrivato puntuale come previsto, vista l’assenza di una legge sulle nozze gay. Poi la scelta di Oslo, più vicina rispetto a Canada e New York che sono gli altri due Stati dove possono sposarsi coppie residenti all’estero. «Così sarà più semplice raggiungerci per i nostri amici», compresi i testimoni che saranno due amiche d’infanzia di Sergio e Michele. Ma la soluzione norvegese rientra in una battaglia più lunga e difficile per avviare un percorso giudiziario che porti, chissà quando, alla libertà di sposarsi in Italia anche per lesbiche e omosessuali. «Dopo il matrimonio chiederemo la trascrizione e dopo il rifiuto (lo Stato italiano non ammette nozze gay anche se celebrate all’estero, ndr), faremo ricorso alla Corte europea - spiega il consigliere - Speriamo così anche noi di spingere tribunali e legislatori a pronunciarsi sui diritti delle persone omosessuali».

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