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| Roma, Gay Village, giovani aggrediti e insultati: 'Erano armati di bastoni' |
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| Le minacce al grido di: "Andate via, froci di m...". I ragazzi, che fanno parte del circolo Mario Mieli, sono stati salvati dall'intervento delle forze dell'ordine |
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| Giovedì 30 Giugno 2011 |
| di la Repubblica - Roma |
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Roma - "Un gruppo di facinorosi, saranno stati forse una decina, ha tentato di aggredire due giovani omosessuali. Erano armati di bastoni". A raccontare la brutta avventura di due ragazzi, ieri sera nei pressi del Gay Village, in zona Tre Fontane, è un testimone appartenente al circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Una aggressione che arriva a poche ore dal brutale pestaggio di un giovane musicista nel rione Monti.
"Intorno alle due di notte, i due si trovavano in un parco accanto alla struttura dove è in corso la manifestazione organizzata da Dìgay project e da 'Gavi20', "un parco dove solitamente ci si incontra", precisano dal circolo. I due si sono trovati questo gruppo di "facinorosi, sicuramente armati di bastoni o comunque di oggetti contundenti e hanno tentato una aggressione al grido di 'andate via, froci di merda'. Fortunatamente c'erano altri due volontari del nostro circolo che hanno chiamato le forze dell'ordine", spiegano. Solo che a quel punto degli aggressori non c'era più traccia: "Praticamente impossibile, però, pensare che dietro questa aggressione ci fosse una tensione alta perchè delle persone non sono state fatte entrare al Gay Village. Del resto chi va a questa manifestazione sa già che ci trova gay, trans e lesbiche".
Delusa, ma non solo, Imma Battaglia, presidente del Dìgay project: "Siamo stati in grado di gestire l'ingresso di ben 7.000 persone, dentro non è successo nulla, è stato tutto perfetto. Quanto a quello che capita fuori, ad esempio su viale America, non possiamo mica pensarci noi". "Veramente sono stata aggredita anche io - spiega Battaglia - mi hanno messo le mani in faccia, mi hanno anche minacciata. Questo perché, erano circa le 2, non potevamo più fare entrare le persone per una questione di sicurezza. In modo quasi discriminatorio le abbiamo anche fatte uscire, le abbiamo mandate via. Molti che stavano provando ad entrare erano in stato evidentemente alterato. Sono stata costretta pure a chiamare il 113, ma non è arrivato nessuno. E non c'è neanche un presidio di forze dell'ordine qui fuori, considerando che ci sono altre manifestazioni e quindi tantissime persone. Non possiamo più essere lasciati soli".
"Io non voglio vivere in un paese che si schiera dalla parte della violenza - aggiunge la deputata Pd, Anna Paola Concia - adesso la politica deve assumersi le proprie responsabilità e dire con chiarezza che gli omofobi, al pari dei razzisti e di chiunque alimenti la cultura dell'odio, non deve avere cittadinanza in questo paese. Come ho ripetuto oramai innumerevoli volte - conclude Concia - gli attestati di solidarietà non ci servono più: vogliamo le leggi già vigenti in tutta Europa, perchè siamo davvero stanchi di sentirci cittadini di serie B".
"Il tentativo di aggressione avvenuto questa notte nei pressi del Gay village ci allarma molto - dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center - E' necessario chiarire se si tratta di episodi isolati oppure di persone organizzate che hanno preso di mira la comunità lesbica, gay e trans, perché non vogliamo altre violenze". Questo articolo ha ricevuto 4956 visite.
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