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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Frattini: 'Nozze omosex? Non è permesso dalla Carta'. Arcigay furiosa
Frattini: 'Nozze omosex? Non è permesso dalla Carta'. Arcigay furiosa
Il ministro: "In Italia non siamo indietro". Il presidente Patanè: "Una lapalissiana sentenza della Corte Costituzionale, la 138 del 2010, definisce le coppie gay portatrici degli stessi diritti"
Lunedì 27 Giugno 2011
di Quotidiano.net
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Chieti - "Non parlerei di un’idea di cambiamento del matrimonio, questo credo che la nostra storia e la nostra Costituzione non lo permetterebbe". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenuto a Chieti per inaugurare il Forum del Mediterraneo, a proposito dell’approvazione da parte del Senato dello stato di New York di matrimoni tra persone dello stesso sesso.

"In Italia non siamo indietro, noi dobbiamo andare sempre più avanti nel riconoscere i diritti individuali delle persone fisiche - ha aggiunto Frattini - io ho una convinzione profonda, che il matrimonio sia quello stabilito dalla nostra Costituzione e di questo ovviamente sono convinti in molti".

Rabbia dell'Arcigay. "E’ inscusabile che un ministro della Repubblica citi la Costituzione a vanvera. E’ il caso di Frattini, che mente sapendo di mentire nel sostenere che la Costituzione non ‘permette’ il matrimonio gay e nell’insinuare che il matrimonio consentito dalla carta costituzionale sarebbe solo quello uomo e donna". Così il presidente dell'associazione, Paolo Patanè, commenta le parole del ministro.

"Una lapalissiana sentenza della Corte Costituzionale, la 138 del 2010 - spiega Patanè - definisce le coppie di omosessuali e lesbiche portatrici degli stessi diritti delle coppie eterosessuali coniugate e non evidenzia alcun elemento ostativo nella Costituzione all’approvazione del matrimonio gay. E’ poi pericolosa la china imboccata dal ministro nel sostenere che l’Italia dovrebbe riconoscere ‘i diritti individuali delle persone fisiche’ che stanno in coppia. Se sì, quali e quanti? Garantire solo una parte di diritti alle coppie di gay e lesbiche darebbe il la ad una pericolosissima deriva discriminatoria".

Per Patanè "la questione lgbt in Italia riguarda la civiltà del nostro Paese ed è parametro di autentica realizzazione della democrazia e della Costituzione. Il matrimonio gay è l’unica strada che porta alla piena parità tra coppie coniugate eterosessuali e coppie omosessuali. Invece che cavillare inutilmente sulla Costituzione, Parlamento e Governo si diano finalmente una mossa e si mettano al passo con quei paesi che nell’uguaglianza hanno portato a compimento la democrazia".

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