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| Gay Pride a Napoli, il sindaco canta e dice sì alle unioni civili |
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| Il popolo gay di Napoli elegge la sua nuova icona: Luigi de Magistris. Ieri il sindaco, insieme agli assessori Pino Narducci, Pina Tommasiello e al vicesindaco Sodano, si è messo alla testa del corteo |
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| Domenica 26 Giugno 2011 |
| di Corriere del Mezzogiorno |
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Napoli - Il popolo gay di Napoli elegge la sua nuova icona: Luigi de Magistris. Ieri il sindaco, insieme agli assessori Pino Narducci, Pina Tommasiello e al vicesindaco Tommaso Sodano, si è messo alla testa del corteo dell'orgoglio omosex che ha sfilato dal San Carlo fino al lungomare. Mano nella mano con Vladimir Luxuria, i due ex pm hanno cantato a squarciagola Bella ciao» , l'inno della resistenza partigiana, tra uno sventolio di bandiere colorate e ombrellini. Poco dopo sul lungomare de Magistirs ha ballato sulle note dei «Village people» , nel tripudio generale, con l'icona musicale gay «Ymca» .
Non era mai successo a Napoli che un primo cittadino prendesse una posizione così netta sui diritti del movimento Lgbt» (di liberazione omosessuale). Il corteo di cinquemila persone, promosso da I-Ken e Cgil Napoli, è partito da piazza del Plebiscito alle 16 dove una coppia di sposi, subito dopo il sì, si è fatta fotografare con la drag queen Priscilla e sotto le bandiere arcobaleno. Tema della giornata, insieme al riconoscimento di pari diritti e doveri, anche quello dei matrimoni gay, dopo l'ok che arriva dallo Stato di New York. «Napoli e gli Stati Uniti sono vicini su tanti temi -ha commentato il sindaco, proteggendosi dal sole con un ombrellino arancione -quello che arriva da New York è un segnale importante.
In campagna elettorale abbiamo più volte ragionato su un registro delle unioni civili: la città è senza barriere e sarà avanti nei diritti» . Alle parole del primo cittadino sono seguite quelle dell'assessore alla Sicurezza, Narducci che ha commentato i recenti fatti di violenza avvenuti nel centro storico: «Durante la campagna elettorale -ha affermato l'ex pm -dicevano che con la nostra vittoria questa sarebbe stata la città dei trans e dei femminielli. Dopo aver vinto dimostriamo che Napoli è di tutti e lo conferma la nostra presenza qui. Assicurando i diritti delle persone a vivere le strade, anche di notte, si può avere sicurezza.
In questo senso possiamo rappresentare un esperimento in tutto il Paese» . Trans, giovani coppie lesbiche e omosessuali hanno sfilato dietro ai sound system lungo via Caracciolo. Baci, carezze e piccole provocazioni sono stati il corredo scenografico di un pomeriggio di festa, nel nome della tolleranza di genere. Il titolo della mobilitazione di quest'anno, «Alla luce del sole» , lo ha spiegato Carlo Cremona (I-Ken): «Tutto alla luce del sole -ha sostenuto -non più protetti dalle mura di piazza Bellini, perché abbiamo il diritto di godere, come gli altri napoletani, di tutta la bellezza di questa città» .
Eppure la strada per l'integrazione è ancora lunga: «Non siamo un fenomeno da baraccone -ha sottolineato la drag queen Priscilla -e questo è un momento di gioia e di riflessione in una città dove è ancora molto difficile essere omosessuali» . A rovinare la giornata sono state le divisioni che attraversano il movimento napoletano. Infatti Arcigay e l'associazione Transnapoli si sono dissociate dal Pride, organizzando una manifestazione parallela in piazza Cavour insieme ai centri sociali. «Questo non è un Pride -ha sbottato Loredana Rossi, leader delle trans napoletane -ma una festa organizzata da una sola associazione. Il Pride può organizzarlo solo il tavolo Lgbt del Comune» . A questo punto può provarci Gigino il sindaco, nuova icona gay, a riunire il movimento napoletano. Questo articolo ha ricevuto 5126 visite.
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