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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Bologna: Merola rassicura i gay, 'Non apro al centro'
Bologna: Merola rassicura i gay, 'Non apro al centro'
Il sindaco si è fatto carico degli "equivoci" generati dalle sue affermazioni: "Nelle graduatorie comunali favorire coppie sposate perché con più responsabilità"
Lunedì 20 Giugno 2011
di la Repubblica - Bologna
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Bologna - Sul piatto mette le sue responsabilità per gli "equivoci" generati dalle sue parole, e la promessa di riattivare lo sportello antidiscriminazioni del Comune di Bologna. Il sindaco Virginio Merola ha rassicurato stamattina la comunità gay (il Cassero, Arcilesbica, le famiglie Arcobaleno, l'Agedo, e 3d) dopo le polemiche sollevate dalle sue parole. "Per le graduatorie comunali - aveva detto ai microfoni di E'Tv - è giusto favorire le coppie sposate perché si assumono più responsabilità". Parole che avevano scatenato l'ira del Cassero, che aveva ricordato come molte coppie non siano sposate non per scelta, ma perché non possono farlo.

L'accusa che gli era piovuta addosso era quella di aver strizzato l'occhiolino agli ambienti cattolici. Alla comunità gay precisa però di non voler "allargare al centro". "La questione che ho posto è prima di tutto culturale e politica- sgombra il terreno Merola- è un invito a interrogarsi dal punto di vista etico e politico su come arricchire e fare evolvere la vecchia cultura dei diritti verso un'idea di diritto-dovere di cittadinanza attiva, responsabilità sociale e cultura del limite, di riconoscimento dei legami che tengono unita una comunità e garantiscono i percorsi di realizzazione personale".

A partire da questo, "ritengo sia possibile affrontare la questione di come le istituzioni pubbliche, compreso il comune, possono e debbono sostenere le persone aiutandole a rafforzare la propria capacità di costruire legami con gli altri in modo libero e aperto al bene comune". Merola in particolare ribadisce di essere a favore del riconoscimento legale delle coppie di fatto, del matrimonio gay e dei dico regionali ("la regione- puntualizza- non ha introdotto uno status giuridico vero e proprio per le coppie di fatto, poichè è lo stato ad avere competenza legislativa in materia di famiglia, ma è intervenuta per contrastare discriminazioni di ogni sorta nell'accesso ai servizi").

Insomma, "quello che spero possa essere compreso, al di là dei fraintendimenti che mi dispiace di avere alimentato, non è volontà di allargare al centro gli schieramenti politici- assicura Merola- ma un punto di fondo: se la politica dei diritti non consiste solamente nel riconoscimento di beni e nell'attribuzione di risorse e prestazioni, altrimenti negate in modo discriminatorio, dobbiamo porci l'obiettivo, cittadini ed istituzioni insieme, di costruire un nuovo quadro di relazioni democratiche tra le persone e nella società. E sempre insieme- è l'invito del primo cittadino- dobbiamo ricercare gli strumenti migliori per sostenere le persone che come single, come conviventi, unioni di fatto o sposati, si pongono il tema del diritto a prendersi cura degli altri, riconoscendo le diverse assunzioni di responsabilità che le persone si assumono verso la società di cui fanno parte".

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