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| Testimonial contro l´omofobia prof e studenti della Bocconi |
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| Dopo gli ultimi episodi contro l´associazione Best ecco l´iniziativa "Metterci la faccia". Hanno aderito in 150. "Vogliamo far capire che questo è un ateneo libero e tollerante" |
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| Martedì 07 Giugno 2011 |
| di la Repubblica - Milano |
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Milano - Metterci la faccia, per cacciare lo spettro dell´omofobia dalle aule universitarie. Succede alla Bocconi, dove 150 tra studenti, professori e collaboratori dell´ateneo hanno posato sul set di una campagna fotografica di sensibilizzazione. Obiettivo, manifestare contro gli attacchi ai gay dopo gli episodi delle settimane scorse verificatisi all´interno del campus che hanno avuto come bersaglio l´associazione studentesca Best (Bocconi equal students). Un´iniziativa nata dagli studenti, ma che ha avuto anche l´appoggio dell´ateneo, i cui vertici, per altro, avevano apertamente condannato i due episodi che avevano avuto come teatro i corridoi di via Sarfatti: prima l´aggressione a uno studente che attaccava i manifesti dell´associazione, poi le scritte che invocavano i campi di sterminio per gli omosessuali.
Tanto duro è stato il colpo, tanto più convinta è stata la reazione. «Le cose accadute in questo ateneo sono terribili e intollerabili - ha spiegato Claudio Pagani, studente dell´associazione e promotore dell´iniziativa - e sono anche gesti irriverenti nei confronti dello sterminio dell´olocausto. Per noi è stata una cosa veramente denigrante e per questo motivo abbiamo deciso di fare qualcosa. La campagna è un modo per far capire che l´ateneo è sano e che le persone che ne fanno parte sono tutt´altro che omofobe».
Davanti all´obiettivo del fotografo di moda Filippo Fior, giovani e docenti hanno posato con un finocchio in mano e alcuni di loro hanno indossato una maglietta con la scritta "il Principe Azzurro è gay". Tra i partecipanti anche molti professori tra cui l´ordinario di Finanza Maurizio Dallocchio e Paola Profeta, docente del dipartimento di Analisi istituzionale e Management pubblico. Immortalato sulla pellicola anche Bruno Pavesi, consigliere delegato dell´ateneo.
Il tema dell´omofobia in Bocconi, negli ultimi tempi, è diventato scottante. Dopo la prima aggressione in ateneo, avvenuta a metà maggio, era arrivata la condanna del ministro per le pari opportunità Mara Carfagna, che aveva parlato di «un episodio inaccettabile, che dimostra ancora una volta come nessun luogo sia realmente al riparo da fenomeni di intolleranza». Poi, due settimane dopo, le scritte sui manifesti del Best: "I froci si curano a Zyklon b" (acido usato nelle camere a gas naziste) e "L´hiv la vostra punizione". Ora le fotografie, auto ironiche, divertenti. Per ricordare che la Bocconi è un ateneo «libero e tollerante». Questo articolo ha ricevuto 703 visite.
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