 |
| All'altare le due coppie gay. Il matrimonio e' stato celebrato |
 |
| A Villa Torretta delle Colombine l'attesa cerimonia presieduta da madre Vittoria Longhitano. Le ragazze arrivano con un clamoroso ritardo, come da copione |
 |
| Lunedì 23 Maggio 2011 |
| di Il Giorno |
| in Primo piano |
|
 |
|
Cormano (Milano) - I promessi sono sposi. Gay. Nella Cormano che ha dato un tetto al Manzoni e i natali al «Fermo e Lucia», 190 anni dopo Agnese e Letizia come Paolo e Carmelo, novelli Renzo e Lucia, hanno il loro lieto fine: madre Vittoria Longhitano, il primo presbiterio donna d’Italia, li ha uniti in matrimonio con rito religioso, quello della Chiesa Vetero Cattolica e dell’Unione di Utrecht.
Mai prima d’ora nello Stivale una religiosa aveva officiato nozze omosessuali, tanto che per compiere la missione impossibile è stato necessario traslocare l’altare all’aria aperta, perché nessuna chiesa si è resa disponibile a ospitare la cerimonia. Madre Vittoria non si è persa d’animo. Le infinite vie del Signore l’hanno condotta a Cormano, nel parco secolare di Villa Torretta delle Colombine, dove la parrocca, improvvisata wedding planner, ha organizzato un matrimonio in puro stile americano.
A vederle dall’Alfa con cui Agnese e Letizia hanno fatto irruzione nel giardino in clamoroso ritardo, come da copione della sposa e per di più moltiplicato per due — la cerimonia fissata alle 16 inizierà un’ora dopo — le nozze «arcobaleno» paiono il set impeccabile di un film d’amore americano. Un centinaio gli invitati radunati nel parco; file ordinate di sedie bianche adagiate sul prato all’inglese; il gazebo con l’altare adornato con tulle lilla e piccoli mazzi di ortensie; la torta nuziale con i pupazzetti omo arrivati dalla Spagna.
Madre Vittoria tiene le redini della regia fino al momento più atteso, quell’intenso scambio degli anelli e delle promesse d’amore che suggellano in eterno l’unione: dalla Bibbia il passo di Ruth e Noemi per le ragazze, una poesia di Neruda per Paolo e Carmelo.
C'è un elefante in prima fila: è l’assenza dei genitori di Agnese e Letizia e del padre di Carmelo, che secondo tradizione avrebbero dovuto sedere alle spalle dei figli e commuoversi al fatidico «sì». Non hanno voluto guardare con i propri occhi il grande passo, sono nuvole rapide che oscurano per qualche attimo i volti radiosi degli sposi. Per il resto è solo festa.
Ci si dimentica anche delle minacce di morte agitate da estremisti e mitomani contro madre Vittoria, tanto che i vigili di Cormano, chiamati dalla proprietaria di Villa Torretta per sorvegliare le vie intorno alla dimora, sono angeli custodi invisibili. Le ragazze, finalmente moglie e moglie, guardano già alla clinica spagnola di Alicante dove, grazie al riconoscimento delle leggi iberiche, potranno procedere con la fecondazione assistita. Un’antica benedizione irlandese chiude il miracolo di madre Vittoria, il matrimonio che non s’ha da fare è stato celebrato. «Andate in pace». Questo articolo ha ricevuto 1805 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|