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| Parroco arrestato sieropositivo. Don Seppia interrogato 5 ore |
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| Il sacerdote è in carcere da venerdì scorso. Allarme sociale dopo la confessione al medico del carcere. Esami per verificare se il religioso ha trasmesso la malattia alle sue vittime |
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| Sabato 21 Maggio 2011 |
| di la Repubblica - Genova |
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Genova - E' durato 5 ore l'interrogatorio nel carcere di Marassi di don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri Ponente arrestato nei giorni scorsi con l'accusa di abusi su minori e cessione di droga. "Al mio cliente - ha detto l'avvocato all'uscito dal carcere - non gli contestano cessione di droga a minorenni, né tantomeno si sono aggiunti episodi di violenza sessuale a minori oltre all'episodio di un bacio in canonica ad un ragazzino. Don Riccardo lo ha detto chiaro: "Non sono mai andato con minorenni né ho mai ceduto stupefacenti a minorenni. Gli sms hard? Solo un gioco".
Provato dalla vicenda, don Seppia ha voluto confessarsi con il cappellano del carcere e ha chiesto una Bibbia. Al medico don Seppia ha ammesso di essere cocainomane e sieropositivo. La confidenza ha scatenato un allarme sociale. I diversi rapporti sessuali non protetti del sacerdote avrebbero potuto trasmettere la malattia alle sue vittime. Per questo, il religioso ora potrebbe essere accusato anche di lesioni.
Presto don Seppia sarà trasferito nel carcere di Sanremo, nella sezione speciale denominata 'sex offenders', che ospita detenuti per reati sessuali. Nel carcere di Genova, il sacerdote era stato minacciato dagli altri detenuti.
Oltre a don Seppia è stato arrestato anche Emanuele Alfano, l'ex seminarista di 41 anni amico e complice, con le accuse di induzione alla prostituzione minorile continuata e favoreggiamento. Inquisito anche il diciottenne straniero che procacciava minorenni ai due pedofili. Le intercettazioni telefoniche incastrano i religiosi che commissionavano la ricerca di minorenni, giovanissimi, per scambiare prestazioni sessuali con la cocaina.
La vicenda assume sempre più le dimensioni di un "verminaio", di pedofilia, cocaina e soldi, al quale ieri è stato alzato di nuovo il coperchio. Un quarto indagato genovese (l'ottavo compresi quelli che sono iscritti dalla procura di Milano) si aggiunge al fascicolo in mano al pm Stefano Puppo e trasmesso per competenza dai colleghi del capoluogo lombardo. Di induzione alla prostituzione e di favoreggiamento deve rispondere il giovane egiziano che nell'ottobre scorso aveva ancora 17 anni e che era stato abusato sessualmente sia dal parroco che dal suo amico ed amante Emanuele Alfano, ex seminarista, finito anche lui in carcere.
Interrogato per cinque ore, l'ex seminarista, arrestato giovedì pomeriggio mentre si preparava a partire per un lavoro da croupier su una nave sul Mediterraneo, pare intenzionato a vuotare il sacco.
Dall'altra parte, ieri pomeriggio nella sede del Nas di Genova altre persone informate sui fatti (per ora testimoni) sono state sentite dai carabinieri ed è stato riascoltato, in presenza del suo difensore, il diciottenne egiziano. Quest'ultimo sarebbe stato uno dei partecipanti, ma anche figura di rilievo nei festini di coca e sesso organizzati da don Seppia a da Alfano: prima come giovinetto reclutato negli ambienti del centro commerciale "La Fiumara", terreno di "caccia" dove il seminarista andava a cercare prede per sé e per il parroco. A sua volta il nordafricano sarebbe diventato procacciatore di bambini, pagati 50 euro a prestazione. Sarebbe colui che ha distribuito i "pizzini", i bigliettini con i numeri di telefono del parroco e del sedicente croupier. Tanto che ad Alfano si attribuisce pure l'induzione alla prostituzione nei confronti di un tredicenne. Questo articolo ha ricevuto 2712 visite.
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