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| Genova, le telefonate di don Seppia: «Trovami un bimbo di 10 anni» |
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| Dopo le manetta a don Riccardo Seppia, parroco 51enne arrestato per pedofilia, è finito in carcere anche Emanuele Alfano, ex seminarista di 40 anni |
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| Venerdì 20 Maggio 2011 |
| di La Gazzetta di Modena |
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GLI HANNO arrestato anche il braccio destro, il suo uomo di fiducia, quello che gli procurava i ragazzini. Dopo le manetta a don Riccardo Seppia, il parroco 51enne arrestato per pedofilia e cessione di stupefacenti venerdì scorso a Genova, è finito in carcere anche Emanuele Alfano, ex seminarista di 40 anni, amico e confidente del sacerdote. I carabinieri lo hanno bloccato appena in tempo perché stava per imbarcarsi sulla nave dovre avrebbe fatto il croupier nel casinò a bordo. La vocazione, insomma, è un'ombra molto lontana. Anche Alfano aveva le stesse frequentazioni del parroco amico, pure a suo carico gli inquirenti ascrivono almeno due giovanissime vittime, che danno spessore all'ipotesi di reato da cui l'ex seminarista sarà chiamato a difendersi: favoreggiamento e induzione alla prostituzione minorile continuata. Un ragazzino, in particolare, sarebbe, sarebbe stato indotto a prostituirsi più volte, mentre per il secondo l'ex religioso è accusato di favoreggiamento. Alfano oltre ad avere ricevuto le confidenze di don Seppia sul chierichetto 16enne a cui è accusato di avere fatto violenza sessuale, secondo quanto appreso aveva avuto il ruolo di procacciatore di ragazzini per il sacerdote. Molto addentro ai siti e alle chat gay frequentate anche dal sacerdote, avrebbe presto contattato alcuni ragazzini inducendoli ad incontrarsi con il parroco in di cambio cocaina e soldi, 40 euro nel caso di un 17enne, 50 euro nel caso di un ragazzo che aveva appena compiuto 18 anni. E' una storia orrenda questa, una storia in cui l'omosessualità è solo uno sfondo, perché sono i comportamenti davvero abietti, certe frasi che lasciano esterrefatti, frasi finite nelle intercettazioni da parte di un uomo, don Riccardo Seppia, che, scrive il gip di Milano Maria Vicidomini nell'ordinanza di custodia «evidentemente si sentiva al di sopra di ogni sospetto» e per questa ragione «era difficile da snidare».
IL RITRATTO che esce dalle carte dell'inchiesta sul traffico di anabolizzanti in palestre e saune milanesi, è quello di un mostro «ossessionato dal desiderio di avere rapporti con bambini». Il 29 ottobre don Seppia scrive in un sms: «Trova un bambino 10 anni». L'ossessione cresce, fino a dicembre, quando Franky, un pusher africano, sembra abbia trovato la preda tanto desiderata. La sera del 22 dicembre 2010 Seppia vuole un bambino e chiama un amico invitandolo ad abusarne insieme: «Stai a sentire, ti volevo dire questo... Ho avuto modo di trovare qualcosa di tenero eh... per noi... quando vengo in su... eh... così ci divertiamo». La cosa non va in porto, il parroco è furioso e parla con Francy: «Ma puoi trovare qualche madre che ha un bambino... che ha bisogno di coca no?!». La cocaina, l'altra ossessione. Trecento euro al giorno, secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti che stanno passabndo a setaccio i suoi conti. Una orrenda storia di cronaca nera questa con aspetti macabri quanto il tatuaggio satanista che il prete aveva sulla schiena.
UNA STORIA alla quale la Chiesa reagisce con le parole del cardinel Bagnasco, che ieri, durante l'omelia alla Madonna della Guardia, a Genova, ha invocato « Il coraggio della verità, la presenza di un dolore che fa male perché inatteso, ma che domani sarà catartico». Il cardinale si è appellato alle parole del Vangelo. Non ha mai pronunziato il nome del parroco, limitandosi a chiamarlo «il nostro confratello» autore di un reato, se accertato, «che sfigura la bellezza dell'anima, scandalizza, ferisce il volto della Chiesa. Le risultanze dell'inchiesta sono molto circostanziate, raccontano di un sottobosco imbottito di cocaina e depravazioni sessuali, racconta di molti viaggi tra Genova e Milano, di locali dove addescare i minori, di una miriade di personaggi, sempre con una costante: che il peggio debba ancora arrivare. Questo articolo ha ricevuto 2590 visite.
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