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| Omofobia, baci gay: a Fini e Carfagna i manifesti realizzati in Friuli |
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| I tanto discussi poster creati e realizzati in Friuli sono stati donati a presidente della Camera e ministro per le celebrazioni della Giornata internazionale contro l'omofobia |
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| Mercoledì 18 Maggio 2011 |
| di Il Messaggero Veneto |
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Roma - Ieri le associazioni gay, lesbiche e transessuali nazionali hanno incontrato a Roma, alla Camera dei Deputati, il presidente della Camera Gianfranco Fini e il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, per le celebrazioni della Giornata internazionale contro l'omofobia. A loro, il presidente nazionale Arcigay ha donato i poster della campagna nazionale, creati e realizzati in Friuli, che l'associazione ha diffuso in 15 mila copie in oltre 50 città italiane. Nelle ormai famose immagini scelte per la nuova campagna nazionale, invece della scritta "Civiltà prodotto tipico friulano" dello scorso anno, appare ora, a fianco di una bandiera tricolore, la scritta "Civiltà, prodotto tipico italiano". In basso "Italia unita contro l'omofobia", a sottolineare i valori di civiltà, laicità e accoglienza dell'intero Paese proprio in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia. «Un'unità costata la vita a persone che volevano un'Italia migliore - spiega il vicepresidente di Arcigay Nuovi Passi Giacomo Deperu - e per noi migliore significa anche libera dall'omofobia e aperta ai diritti di lesbiche e gay, che sono cittadini italiani al 100%: il tricolore è anche omosessuale». Nel corso dell'incontro alla Camera, Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay, ha preso parola a sostegno dell'urgenza di una buona legge contro l'omofobia: »Il 23 maggio nell'aula della Camera si dibatte la legge contro l'omofobia. Consegniamo alle istituzioni della Repubblica la nostra istanza di giustizia». Arcigay chiede al Parlamento «risposte degne di una grande democrazia», «sanzioni vere e piene contro omofobia e transfobia e non un testo di legge che sia uno specchio per eludere un problema». «L'omofobia e la transfobia sono odio e l'odio è disgusto. E' davvero possibile - si chiede Patanè - che in Italia l'odio e il disgusto continuino ad essere norma che esclude, discrimina, umilia e rinchiude milioni di persone e le loro famiglie?». Questo articolo ha ricevuto 1984 visite.
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