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| Carfagna: “Un italiano su quattro non vuole un vicino gay” |
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| Così il ministro per le Pari Opportunità alla Camera in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia. |
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| Martedì 17 Maggio 2011 |
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Roma - “Quasi un italiano su quattro preferirebbe non avere un omosessuale come vicino di casa”. Lo ha detto il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, durante la cerimonia organizzata alla Camera in occasione della Giornata internazionale contro l’Omofobia, citando i dati di un’analisi delle condizioni di vita della popolazione omosessuale in Italia, prodotta dall’Unar, l’Ufficio nazionale che si occupa di discriminazioni razziali.
Secondo l’analisi, ha sottolineato il ministro, l’omofobia “attraversa l’intera schiera di opinioni politiche: non vorrebbe vicini di casa omosessuali il 23% delle persone che si autoclassificano di sinistra, il 26% di quelle di centro e il 25% di quelle di destra”.
Ma, secondo il ministro, c’è una “buona notizia: l’omofobia va diminuendo con gli anni e arriverà a scomparire se è vero che le diffidenze nell’ approcciarsi all’omosessualità si trovano soprattutto nella fascia di età di 50 anni e più e che per gli intervistati tra i 18 e i 35 anni il problema dell’accettazione praticamente non sussiste o viene rilevato in percentuali bassissime. Per un ragazzo - prosegue la Carfagna - un omosessuale merita lo stesso identico rispetto e considerazione di cui gode un eterosessuale”.
Infine, ha concluso il ministro, “colpisce l’assoluta trasversalità di questo sentimento nelle diverse aree geografiche del Paese: non risulta, a dispetto dei pregiudizi, che al Sud, per esempio, vi sia un grado di sessismo più pronunciato. Esiste, semmai, un sentimento di chiusura più marcato nei centri più piccoli, sotto ai diecimila abitanti, rispetto alle città”. Questo articolo ha ricevuto 591 visite.
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