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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
"Io, aggredito in Bocconi perché gay vi dico: trovate la forza di denunciare"
Lo studente vittima del blitz omofobo nell'ateneo milanese denuncia l'indifferenza degli altri universitari e invita a non tacere. "Spero che la mia voce aiuti tutte le vittime di questi soprusi"
Domenica 15 Maggio 2011
di la Repubblica - Milano
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Sono stato protagonista nella mia università, la Bocconi, di un episodio di aggressione a sfondo omofobico. Mi hanno apostrofato dandomi del “frocio, ricchione e omosessuale” per aver ripreso uno studente che strappava un poster dell’associazione Best che pubblicizzava la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. Tutto questo davanti all’indifferenza di altri studenti.

Non vi nascondo quanto l’accaduto mi abbia colpito poiché da sempre pensavo che, trovandomi all’interno di un’università, potessi sentirmi al sicuro. Sono protagonista e non vittima di questo episodio perché sono e continuo ad essere forte della consapevolezza di avere alle spalle una famiglia, tanti cari amici e l’associazione Bocconi equal students (Best), assiema alla quale ho subito potuto denunciare l’accaduto all’università. La risposta non si è fatta attendere e infatti, oltre alla solidarietà dei compagni e di molte associazioni, il rettore Guido Tabellini e il consigliere delegato Bruno Pavesi hanno diramato un comunicato ufficiale invitando tutti gli studenti al rispetto dei valori di “libertà di espressione, valorizzazione delle diversità, etica e solidarietà”.

Il fatto che mi ha coinvolto, anche se non tra i più gravi nel suo genere, doveva ed è stato condannato perché troppo spesso episodi come questo rimangono nel silenzio. È giusto e importante che gli studenti e i cittadini si sentano liberi di denunciare gli atti di violenza omofobica con la sicurezza di avere il supporto e l’appoggio delle istituzioni. È proprio per questo che mi auguro che l’aggravante per i reati di stampo omofobico, programmata alla Camera per il 23, venga approvata, per aiutare tutte le persone che ancora oggi non hanno la forza di denunciare episodi di questo tipo. Spero che queste mie poche righe possano essere una voce tra le altre che ci permetta di vivere meglio nella nostra società.

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