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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
“At salut, buson”: la battuta omofoba di Grillo fa arrabbiare i gay
“At salut, buson”: la battuta omofoba di Grillo fa arrabbiare i gay
Arcigay: “Chiarisca la sua uscita da bar sport”. Anche il comico genovese segue le orme del Grande Intrattenitore, il nostro ilare Premier?
Martedì 10 Maggio 2011
di Giornalettismo
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L’Arcigay è molto seccata con Beppe Grillo, che “ieri ha chiuso a Bologna un comizio con la battuta infelice At salut, buson, che tradotto dal bolognese sta per Ti saluto, culattone e che poteva serenamente evitare” dice Paolo Patanè, presidente nazionale dell’Arcigay, che aggiunge: “Fino ad ora non è giunta una parola o proposta politica sulle famiglie omosessuali, sul matrimonio, sui diritti, contro l’omofobia o sulla fecondazione medicalmente assistita. Beppe Grillo chiarisca che cosa intendeva dire anche perché cercare l’applauso facile del pubblico con battute maschiliste e populiste da bar sport è esattamente ciò che fa il nostro presidente del Consiglio e mal si concilia con chi sostiene di rappresentare qualcosa di nuovo nello stantio panorama politico italiano.” Effettivamente non ci avevamo mai pensato, ma Patanè non ha tutti i torti. Cos’ha detto Grillo su questi argomenti?

“Grillo ci dica inoltre, e con estrema chiarezza, quale posizione assume rispetto alle rivendicazioni delle persone omosessuali e transessuali italiane, tematiche cruciali per il pieno compimento della democrazia nel nostro Paese. Il silenzio assoluto di Grillo su questi punti rende oltremodo arduo interpretare le sue parole di ieri e, peggio, distinguerlo dai troppi politici di professione che parlano di noi con disprezzo o, nella stragrande maggioranza dei casi, ci ignorano.” Siamo andati a vedere sul blog di Beppe e possiamo dare conferma a Patanè: sì, Grillo ignora i gay. Il che non è bello, considerando che egli intende porsi come alternativa al sistema vigente. Alternativo sarebbe non ignorare i gay, o altresì non insultarli.

Patanè dà poi una possibilità: “Beppe Grillo e il Movimento cinque stelle, come gesto di chiarimento, farebbero cosa opportuna nell’esprimere la propria adesione e sostegno, ad Europride Roma 2011, dell’11 giugno 2011.” Sì, potrebbe essere una buona idea, effettivamente. Non crediamo che Beppe Grillo avesse intenzioni discriminatorie. Ha semplicemente parlato sull’onda dell’entusiasmo, e per rimediare per esempio potrebbe anche chiedere scusa. Certo Grillo ha detto così per amore della battuta, ma l’amore per la battuta, se va bene per un comico, e non sempre, non è consono a un politico in campagna elettorale. Siamo francamente un po’ stufi di questo amore per la battuta a tutti i costi. Se uno è bravo a dire le battute e le barzellette, faccia il comico e non il politico, alternativo o meno al sistema. Facendo così Grillo toglie una stella al suo movimento, ed è un vero peccato.

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