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| L'imam di Segrate ai musulmani: “Non votate per Sel, Vendola e' gay” |
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| Pronta la risposta di Davide Piccardo, musulmano, candidato di Sel al comune di Milano: “E’ improprio emettere un verdetto giuridico di tipo islamico: i partiti vanno giudicati per i loro programmi” |
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| Lunedì 09 Maggio 2011 |
| di Il Giorno |
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Milano - “Non votate per Sinistra, Ecologia e Libertà, perché la condotta del suo leader, Nichi Vendola, non rispecchia i valori dell’Islam”. Cosa vuol dire? L’Imam di Segrate, Ali Abu Shwaima, invita i musulmani a non votare per i candidati in lista con SEL perché, in poche parole, Vendola è omosessuale. Pronta la risposta di Davide Piccardo, giovane candidato musulmano al comune di Milano: “E’ improprio emettere un verdetto giuridico di tipo islamico sostenendo che è un peccato votare per noi, perché i partiti vanno giudicati per i loro programmi e non per le scelte di alcuni singoli”.
Secondo diverse scuole di pensiero islamiche, l'imam di Segrate non ha i titoli per lanciare una fatwa di questo genere. Quando il capo musulmano del paesino alle porte di Milano dice che il governatore della Puglia “non rispecchia i valori dell'Islam” intende condannare la sua omosessualità. Ma Davide Piccardo, figlio dell’ex presidente dell’Ucoii (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia) Hamza Roberto Piccardo, non ci sta: non vuole accettare questa interpretazione integralista dell'Islam. “Ritengo che la mia comunità non possa rimanere in questo stato di arretratezza culturale, ma debba andare avanti per garantire i diritti di tutti”.
L'imam di Segrate non è nuovo a questi attacchi politici: nel 2006 lanciò una specie di fatwa contro la parlamentare dell’allora An Daniela Santanché. Contro il giovane candidato musulmano si sono levati parecchi scudi, anche da parte di esponenti della comunità islamica. “Quella di Abu Shwaima - ha concluso Davide Piccardo - è una presa di posizione isolata all’interno della comunità islamica milanese, molte altre moschee sono invece al mio fianco e mi hanno già espresso solidarietà”.
La polemica è scoppiata al congresso delle donne musulmane in Italia, che però hanno ribadito la loro vicinanza a Piccardo. A sostegno del giovane candidato, inoltre, ha parlato anche Abu Bakr Guedduouda, presidente del centro islamico di Sesto San Giovanni e membro del direttivo di quello di Milano. Anche Fouad Selim, direttore del centro islamico di Monza, ha espresso “disagio” per le parole di Shwaima, ne ha ribadito “l’isolamento” e, soprattutto, ha confermato che la “fatwa non vale”.
Anche Daniele Farina, coordinatore provinciale milanese di Sinistra Ecologia Libertà, replica alle dichiarazioni dell’imam di Segrate : “SEL conferma la propria natura come laboratorio in cui diverse fedi religiose, generi, orientamenti trovano accoglienza, cercano sintesi e lavorano insieme per una Milano e un’Italia migliore”. Questo articolo ha ricevuto 671 visite.
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