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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Aosta: campagna 'Mio figlio e' omosessuale, e va bene cosi'
Aosta: campagna 'Mio figlio e' omosessuale, e va bene cosi'
A giorni i manifesti della campagna saranno affissi nel capoluogo, mentre le locandine stanno già cominciando a fare capolino nelle sedi dei sindacati e negli istituti superiori di tutta la Valle
Sabato 07 Maggio 2011
di La redazione di Gaynews
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“Mio figlio è omosessuale, e va bene così. Quando mi ha detto di essere gay mi sono sentito crollare il mondo addosso. Pensavo che io e mia moglie avessimo sbagliato qualcosa. Poi ho capito che l’omosessualità non è un problema né una scelta. Quando sento dai colleghi parole come frocio o finocchio sto male. Adesso ho imparato a reagire”. Questa è una delle quattro testimonianze di parenti di omosessuali scelte per la campagna sociale “Va bene così” dell’Agedo, associazione di genitori di omosessuali, portata nella nostra regione dal comitato Arcigay Valle d’Aosta Articolo 3, con il patrocinio del comune di Aosta e del Csv.

A giorni i manifesti della campagna saranno affissi nel capoluogo, mentre le locandine stanno già cominciando a fare capolino nelle sedi dei sindacati e negli istituti superiori di tutta la Valle. Il messaggio di fondo è questo: se scopri di avere un figlio, un fratello, un parente omosessuale non isolarlo, ma accoglilo.

“Statisticamente sono circa diecimila i valdostani non eterosessuali, una famiglia su cinque è direttamente coinvolta” afferma Elena Tartaglione, presidente del comitato Arcigay regionale. “Anzi, in realtà, direi che ad essere toccato dalla questione è il cento per cento dei valdostani, visto che tutti quotidianamente si relazionano con persone omosessuali, anche se per lo più non ne sono consapevoli. Senza parlare degli adolescenti: si trovano in quella delicatissima fase in cui scoprono chi sono, e spesso hanno un grande timore a confrontarsi con i coetanei, gli insegnanti e i familiari. L’omofobia, anche interiorizzata, è una bomba da disinnescare prima che produca danni psicologici profondi, ansia e depressione. Ogni anno diversi casi di abbandono scolastico e di suicidio giovanile sono imputabili a questo problema. Si tratta infatti di una questione di salute pubblica”.

Sensibilizzare la popolazione è importante, ma lo è anche offrire occasioni di riflessione e momenti di aggregazione. Nel mese di maggio “Articolo 3” ha in serbo una serie di proiezioni gratuite inserite all’interno della rassegna cinematografica “Con occhi diversi”, organizzata dal Csv e dall’associazione Il Cinematografo. Si comincia questa sera, alle 20,30, al Csv, in via Xavier de Maistre 19, con Brotherhood, una pellicola scomoda, vincitrice del Festival di Roma 2010. Venerdì 13 è previsto un appuntamento speciale, con il film documentario “Due volte genitori”, presentato alla presenza del regista Claudio Cipelletti e di un gruppo di genitori dell’Agedo di Biella, associazione di genitori di omosessuali. In questa occasione la proiezione, patrocinata dal Comune di Aosta, sarà posticipata alle ore 21,00, e si svolgerà all’Hotel des Etats, in piazza Chanoux. Venerdì 20, alle 20,30, si torna al Csv, con “Maurice”, la trasposizione cinematografica del capolavoro di Edward Foster.

Ogni film sarà preceduto, a partire dalle 18,30, da un aperitivo aperto a tutti, al caffè Will & Grace, in via Bramafam 6. Per quanto riguarda la giornata mondiale contro l’omofobia, che si svolge ogni anno il 17 maggio, l’associazione sarà invece al fianco dei valdesi, che domenica 15 maggio, alle 10.30, celebreranno un culto speciale dedicato al tema. (Aostasera)

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