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| Verona: applausi (e polemiche) su Romeo e Giulietto |
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| Dopo un mese di polemiche incandescenti, si è alzato ieri sera il sipario al Camploy di Verona sul «Giulietta e Romeo» (foto) in versione gay, «benedetto» anche da parte della Lega |
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| Venerdì 06 Maggio 2011 |
| di Corriere del Veneto |
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Verona - Lo spettacolo è stato molto applaudito dal pubblico in sala e ha avuto la sua apoteosi alla fine, al momento del bacio-gay. Lo show è stato sostenuto con patrocinio e contributo del Comune e il solo partrocinio della Provincia, per la Giornata mondiale contro l'omofobia. Un debutto accompagnato da ultimatum e invettive, con i cattolici tradizionalisti che fino all'ultimo hanno chiesto di sospendere il sostegno comunale e di negare il teatro alla rappresentazione.
Divercity promosso dal gruppo Gasp, con le adesioni di Arcigay e Milk (associazione che riunisce gay e lesbiche) e diretto dal regista Gaetano Miglioranzi, racconta un amore contrastato tra omosessuali, che scatena reazioni contrarie e indignate, con rimandi a Giulietta e Romeo, pure osteggiati da convenzioni e pregiudizi sociali. A spingere l'iniziativa l'assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco e il consigliere comunale Elena Traverso, che fanno capo a quell'ala di An del Pdl che con le coppie omosex non è mai stata tenera.
Ieri sera pienone per lo spettacolo delle polemiche: 400 posti a ruba tra associazioni e cittadini incuriositi. I politici: solo Bertacco e la Traverso. Fuori dal teatro, la protesta dei tradizionalisti. In mattinata avevano celebrato una messa riparatrice a Santa Toscana, di fronte al Teatro Camploy. Prima dello spettacolo, invece, hanno replicato con un rosario riparatore, sempre a Santa Toscana, a cui ha partecipato anche Forza Nuova. Sono stati distribuiti volantini in cui si contesta il patrocinio allo spettacolo gay da parte di Comune di Verona e della Provincia: nel mirino delle proteste soprattutto il sindaco leghista Flavio Tosi.
Al regista è arrivata comunque prima dello spettacolo la richiesta di epurare gli eccessi, così sono spariti un dialogo tra mamma e figlio sull'omosessualità e un'esclamazione a tema religioso. Ma quel «bacio gay» in scena, tanto temuto, c'è stato. E il regista Miglioranzi l'ha spiegato così: «Nessuna scena spinta, sono l'inevitabile bacio. Anche Shakespeare fa dire a Romeo: "E così con un bacio io muoio"» . Il regista nei giorni precedenti aveva detto che «lo spettacolo è ambientato sulla falsariga della tragedia di Shakespeare, con la rivalità di due famiglie che frequentano due locali di Verona.
Tra i clienti del bar sport, tradizionalista e "di destra", c'è Giulia, che tutti credono donna e che in realtà è un uomo. Tra quelli del bar Rainbow, più "libertino"e frequentato da molti gay, c'è invece Romeo. Non è una tragedia, nessuno muore e l'amore trionfa. Ma quella di Romeo e Giulia è una relazione tormentata, che dovrà essere più forte della rivalità di pensiero che divide le due famiglie».
Messa in rito romano e rosario riparatore Zelger: «Vanno curati»
Verona - Vedi un po' cosa ti riserva la vita. O, in questo caso, la carica di sindaco che tu interpreti come «il primo cittadino di tutti» . Dieci anni fa la maglietta blu con la scritta gialla che ieri faceva da cornice al rosario «riparatore» recitato dai tadizionalisti cattolici in piazza Santa Toscana, lui la indossava. E quel «voi Sodoma e Gomorra noi Giulietta e Romeo» lo portava sul petto.
Più che una contestazione allo spettacolo «gay» , quella che ieri sera hanno organizzato i tradizionalisti con la «spalla» di Forza Nuova è stata una contestazione contro di lui. Quel Flavio Tosi inequivocabilmente evocato dal titolo del volantino forzanovista. «Tosi si piega ancora» , recitava. E la «colpa» di cui il loro ex coscritto deve rispondere è quella di aver voltato le spalle alla famiglia «tradizionale» , quella composta da uomo e donna e di aver «finanziato con i soldi del Comune uno spettacolo diseducativo».
Alla mattina a mettere una pezza ci ha provato don Wilmar Pavesi che di sua sponte ha celebrato una messa in rito romano antico a Santa Toscana. Ma le preghiere -con tanto di cantori fatti appositamente venire da Bologna -sono rimaste evidentemente inascoltate, visto che quello spettacolo voluto dai «promoter dell'omosessualismo militante» è andato in scena. «Non si tratta di omofobia -spiega nel volantino Forza Nuova -E' una mera difesa di valori comuni alla nostra società, una difesa verso i nostri figli, che hanno bisogno di un equilibrio personale, familiare e scolastico, di aiuti economici e di esempi paterni e materni» .
Mentre il circolo culturale triveneto Christus Rex e l'associazione Famiglia e Civiltà si sono ispirati alla Summa teologica di San Tommaso d'Aquino. E hanno ribadito che «le istituzioni devono tutelare la famiglia trazionale e aiutare concretamente questa cellula fondamentale della società, piuttosto che rivolgersi a piccole lobbies, fautrici di inaccettabile immoralità» . L'attacco politico non ha risparmiato neanche colei che è vista come l'organizzatrice dell' «evento» .
Elena Traverso, il consigliere comunale del Pdl (già, proprio il Pdl) che è finita sui cartelloni con un gioco di parole. «La pratica omosex ci va di "Traverso"...» . Tant'è. A corollario non sono mancate le «considerazioni » su «rischi e inganni della proposta gay» di un suo collega. Quell'Alberto Zelger della lista Tosi che dopo aver ricordato che «tutte le persone hanno uguale dignità a prescindere dal sesso....» considera che «se qualche episodio di violenza si è verificato nei confronti degli omosessuali, ben più numerosi sono gli episodi di violenza nei confronti dei disabili, delle donne, dei barboni... E' innegabile poi che in certi ambienti la violenza sia più diffusa... Là dove c'è droga, prostituzione e pornografia, esiste da sempre un più elevato tasso di violenza e tali ambienti sono spesso frequentato proprio dagli omosessuali» .
Altra «considerazione» , con tanto di citazione musicale sanremese, «Luca era gay» . «Il vero protagonista di questa storia ha scritto un libro, si è felicemente sposato e ha avuto dei figli; le testimonianze dello stesso tipo sono molte, ma spesso vengono oscurate per motivi ideologici. Quale padre, che avesse un figlio con l'inclinazione a non studiare e a non lavorare, non cercherebbe di educarlo (o curarlo), finché non recuperasse la volontà di studiare o lavorare?» . Lui, in piazza Santa Toscana, ieri non c'era. Ma chissà quanti rosari deve aver recitato e quante riviste mediche deve aver consultato, in questi giorni. Questo articolo ha ricevuto 2072 visite.
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