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| A Westminster Elton John e marito: riconoscimento sovrano |
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| Lo stesso comunicato stampa di Buckingham Palace precisava che gli invitati sposati o che hanno contratto unioni civili erano invitati «con il consorte o il partner» |
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| Sabato 30 Aprile 2011 |
| di Il Manifesto |
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Londra - L'avrà voluto senz'altro William per onorare la memoria della madre: a Westminster è tornato anche Elton John, legatissimo alla principessa di casa Spencer. Questa volta è arrivato però con suo marito: una coppia gay ufficiale che scardina la famiglia tradizionale (sempre ammesso che fra tradimenti, divorzi e eccessi non ci riescano da soli i Windsor).
Lo stesso comunicato stampa uscito da Buckingham Palace, per svecchiare un po' l'immagine ingessata della cerimonia, precisava che gli invitati sposati o che hanno contratto unioni civili erano invitati «con il consorte o il partner». Il cantante inglese, sposatissimo (ha anche un figlio col marito), con una cravatta fucsia ben intonata alle centinaia di abiti che «sparavano» colori sulle telecamere in tilt, è ricordato dai britannici - e dal mondo - perché fu proprio lui a dedicare a Diana, durante il funerale nella stessa abbazia, «Candle in the wind», divenuta in un batter d'occhio un successo stratosferico.
«Guide me, O thou great Redeemer », invece, l'inno che concluse il rito funebre di Lady Diana d'Inghilterra, madre di William, è stata la prima colonna sonora del nuovo matrimonio. Certo è un classico della musica anglicana, però, alla faccia della scaramanzia! Accompagnò anche le nozze dei genitori del principe e non portò una fortuna solare. Tra gli altri inni, «Love divine, all loves excelling» e «Jerusalem », su parole di William Blake e anche brani di compositori britannici tra cui Vaughan William, Edward Elgar e Benjamin Britten. Questo articolo ha ricevuto 2695 visite.
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