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| Treviso: studenti in piazza dopo le lezioni per difendere i gay |
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| Le scuole cittadine si sono mobilitate ieri mattina con cori, megafoni e striscioni per manifestare contro l'omofobia, e oggi scenderanno in piazza con un flash mob dedicato all'amore |
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| Sabato 30 Aprile 2011 |
| di Corriere del Veneto |
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Treviso - Pochi giorni sono passati dalla bufera piombata sul sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo e la sua intervista radiofonica sulle multe ai baci fra gay. Le scuole cittadine si sono mobilitate ieri mattina con cori, megafoni e striscioni per manifestare contro l'omofobia, e oggi scenderanno in piazza con un flash mob dedicato all'amore. Un gruppo è nato in rete e sta organizzando le iniziative: contro le discriminazioni, contro le parole del sindaco e per sensibilizzare l'opinione pubblica. «Siamo tutti uguali» «Ciò che vogliamo gridare a gran voce è che le preferenze sessuali non sono un fattore discriminante, anzi vogliamo proporre un nuovo modo di vivere la propria e l'altrui sessualità. Quando ci presentiamo nessuno di noi dice "piacere, omosessuale, eterosessuale o bisessuale o trans". Piacere noi siamo Michele, Marta, Alberto, Gaia, Enrico e mille mille altri ancora e ci piacciamo, tutti» . Il sindaco Gobbo, segretario della Lega Nord, in quella intervista, ha anche detto che le multe per lui andrebbero fatte sia a una coppia gay che a una coppia più «tradizionale» , con un richiamo al decoro in luogo pubblico in generale e un invito a manifestare i sentimenti in luoghi privati, senza distinzioni sessuali. I giovani della Rete degli Studenti Medi, di Laboratorio Pes e Amnesty però si sono mobilitati e hanno raccolto in poche ore centinaia di adesioni on-line. Discussioni in classe In venti ieri mattina, davanti al liceo classico Canova di Treviso, hanno letto poesie d'amore ai compagni che entravano in classe. Il liceo ieri era autogestito dagli alunni per il laboratorio di attualità, e così nelle aule si è discusso e dibattuto, appendendo alle pareti cartelloni con la frase «L'amore non ha sesso» .
A Oderzo, invece, ieri è stato sfregiato un manifesto di Sinistra Ecologia e Libertà, lista che si presenta alle provinciali con il volto del presidente della Regione Puglia Niki Vendola. La sua foto è stata scarabocchiata con una scritta offensiva: un'offesa all'uomo e al suo orientamento sessuale. Gli autori del gesto sono ignoti e nessuna indagine è partita per rintracciarli, scomparsi come sono nella notte. Questo atto di intolleranza, anche politica perché apparsa su un manifesto elettorale, apparso una mattina lungo una strada di Oderzo, viene fortemente condannato. Le offese «Queste scritte non sono l'inizio, ma il risultato di una campagna di un certo tipo» commenta Giovanni Chiara, presidente di Arcigay Treviso. L'atto non è collegato alle parole di Gobbo, ma evidenzia un atteggiamento ostile che i giovani trevigiani vogliono combattere. «Esiste un'altra Treviso» dicono. E così al termine delle lezioni i ragazzi del movimento nato on-line si ritroveranno in piazza dei Signori, dove hanno organizzato un altro flash mob che si svolgerà alle 13.30. Letture collettive I partecipanti dovranno portare con loro un libro sull'amore, dai classici come Romeo e Giulietta, amore romantico osteggiato dalle famiglie rivali, a Narciso e Boccadoro, affetto e profonda amicizia fra due uomini. Storie d'amore lette in piazza per dare una dimostrazione d'amore.
Stiffoni: «Nella Lega nessun omosessuale»
Treviso - Stavolta è toccato al senatore leghista Piergiorgio Stiffoni rispondere alle domande della trasmissione radiofonica «La Zanzara» , di Radio24. I conduttori, evidentemente, hanno una simpatia per i leghisti di Marca. E così, incalzato dai due, Stiffoni ha detto: «A Treviso i gay sono il 10 per cento della popolazione e anche in Parlamento ce ne sono e sono pure molto visibili. Ma nella Lega non ci sono gay: no, noi nel nostro partito abbiamo un dna diverso» . Non è un divieto di tesseramento padano che dipende dall'orientamento sessuale, tutt'altro: il leghista, secondo Stiffoni, non è omosessuale. La Zanzara è la stessa trasmissione che martedì ha intervistato il segretario regionale della Lega e sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo -e da lì partì la polemica che oggi porterà in piazza i giovani con un flash mob, quella sul decoro e i baci in pubblico. Il senatore cambia argomento, pur rimanendo all'interno dello stesso tema su cui fu interpellato Gobbo. Niente multe, niente baci, niente polemica sulla pubblicità dell'Ikea con la coppia gay. Ma Stiffoni rispolvera il vecchio moto di Umberto Bossi, segretario del Carroccio: il codiddetto «celodurismo» . «I manifesti Ikea, l'omosessualità? Sono cose loro, non me ne importa un'ostia -ha commentato ai microfoni della radio -. Non abbiamo mai avuto un certo tipo di situazioni, non ho mai trovato leghisti gay, stiamo parlando del niente» . Questo articolo ha ricevuto 1523 visite.
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