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| La Procura boccia le multe anti-baci gay: «Impensabili» . Oggi flash mob nelle scuole |
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| Fojadelli: il sindaco non ha poteri sanzionatori su questi comportamenti. Per il magistrato le effusioni omosessuali non fanno parte del decoro cittadino e quindi non sono multabili |
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| Venerdì 29 Aprile 2011 |
| di La redazione di Gaynews |
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Treviso - Bacio gay, il sindaco non ha alcun potere di sanzione. Lo sostiene il procuratore Antonio Fojadelli stoppando, di fatto, le multe di Gian Paolo Gobbo. «Una questione di decoro due uomini che si baciano? Non credo sia così - ha detto ieri il magistrato - Il decoro urbano riguarda aspetti della città, non comportamenti dei suoi cittadini». «Io multerei due uomini che si baciano in un parco pubblico della mia città. E’ una questione di decoro», aveva dichiarato il sindaco Gian Paolo Gobbo ai microfoni di Radio 24 scatenando la reazione del mondo gay. Ora però a mettere i paletti interviene anche il procuratore della Repubblica Antonio Fojadelli. Per il quale il bacio gay non è una questione di decoro cittadino, semmai di Codice penale qualora configurasse il reato di atti osceni o di atti contrari alla pubblica decenza: nell’uno e nell’altro caso il sindaco non ha alcun potere sanzionatorio. Spiega il capo della Procura: «Dopo le dichiarazioni di Gobbo mi sono chiesto se il sindaco di una città abbia effettivamente quei poteri. Ho dei dubbi, anche se tenderei a una risposta negativa. Il decoro cittadino riguarda aspetti fisici come per esempio i cartelloni pubblicitari, non anche i comportamenti dei cittadini. E quindi il sindaco non ha potere di sanzione. Quei comportamenti potrebbero eventualmente configurare condotte penalmente rilevanti se si trattasse di atti osceni o di atti contrari alla pubblica decenza. Anche in tal caso, però, il sindaco non avrebbe poteri sanzionatori. Personalmente, comunque, sarei contrario a enfatizzare cose su cui le opinioni si possono dividere». (La Tribuna di Treviso)
Treviso - «Il sindaco non può dare multe o sanzioni senza che via sia una normativa a monte. Se taluni comportamenti manifestano ipotesi di reato, allora il codice penale interviene punendoli» . Così ieri il procuratore Antonio Fojadelli è intervenuto analizzando dal punto di vista della magistratura il dibattito politico acceso dal sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo. Il leghista ai microfoni di Radio24 aveva infatti sostenuto che lui multerebbe due omosessuali che si baciassero in un giardino pubblico a Treviso. Le sue parole erano arrivate a margine di un ragionamento sulla pubblicità dell'Ikea di due uomini che si davano la mano sul ritornello promozionale di «siamo aperti ad ogni tipo di famiglia» . Dopo quelle di Arcigay, dell'onorevole Paola Concia e di Wladimir Luxuria ieri è giunta la presa di posizione di Fojadelli, che tecnicamente ha spiegato a Gobbo perché, in ogni caso, non avrebbe il potere di multare chiunque si baciasse all'aperto. «Il codice penale prevede i reati di atti osceni (articolo 527) e di atti contrari alla pubblica decenza (726) e solo su queste ipotesi un magistrato può ragionare. Il sindaco, invece, è competente sul decoro fisico del cittadino, non sulle sue condotte eventualmente penalmente perseguibili» . Poi il procuratore ha concluso con una battuta: «A volte non è l'atto ad essere impuro, è l'occhio ad esserlo» . E stamani, davanti alle scuole, gli studenti annunciano un flash mob prima dell'ingresso in classe: «L'omofobia ci disgusta» , dicono. (Corriere del Veneto) Questo articolo ha ricevuto 1703 visite.
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