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| Pavia, Omofobia al liceo: telefonate anonime e insulti contro due ragazzi |
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| Scritte sui banchi contro due ragazzi omosessuali. Telefonate anonime, battute pesanti. Due studenti del liceo Foscolo hanno sopportato per mesi l’atteggiamento dei compagni |
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| Martedì 26 Aprile 2011 |
| di La Provincia Pavese |
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Pavia - Scritte sui banchi contro due ragazzi omosessuali. Telefonate anonime, battute pesanti. Due studenti del liceo Foscolo hanno sopportato per mesi l’atteggiamento dei compagni, poi si sono rivolti all’Arcigay per chiedere un sostegno. Uno dei due ragazzi ha scritto una lettera all’Arcigay. «Non ne hanno parlato con nessuno perché si sarebbero dichiarati - spiega Giuseppe Polizzi, tra i fondatori di Arcigay Pavia - c’è la paura di essere giudicati. Noi abbiamo messo a disposizione lo psicologo dell’associazione, perché i due ragazzi non sono dichiarati in casa».
Hanno sopportato per diverso tempo, poi però non sono più riusciti a restare in silenzio su quanto stava avvenendo tra i banchi di scuola. Nella lettera raccontano «di ripetuti scherzi a tinte omofobe». «Inizialmente si trattava di scritte a matita sui banchi, che miravano ad offendere e stigmatizzare per un orientamento sessuale ritenuto sbagliato, deviato», scrive un ragazzo. Non ha mai detto a nessuno di essere gay, vorrebbe solo poter vivere la sua sessualità serenamente. Dopo le scritte sono arrivate le telefonate anonime. «Siamo di Arcigay Milano volevamo sapere se ti sei già tesserato», gli hanno detto al telefono. «Solo per fargli fare coming out», commenta Polizzi.
Con l’Arcigay era stato organizzato un incontro al liceo classico, durante la cogestione, per parlare di bullismo omofobo. Chi vi ha partecipato è stato subito additato. «Alcuni erano venuti all’incontro solo per vedere chi c’era. Ci sono ragazzi che con malizia prendono in giro, messaggi mai troppo evidenti, telefonate anonime. Al Foscolo si parla di quelli sospettati di essere gay, sempre con giudizi negativi». Lo racconta una ragazza al secondo anno, della sua omosessualità ha parlato anche in famiglia e ora sta cercando di sensibilizzare i ragazzi delle altre scuole. Casi di omofobia e bullismo omofobo non ci sono solo al Foscolo.
«In alcune scuole è anche peggio, in quelle con più maschi soprattutto. Il problema è per chi lo vive a metà o lo nega perché è una situazione più pesante, e come per il bullismo vengono presi di mira i più deboli», spiega la studentessa del liceo. «Scriverò una lettera al preside chiedendo un incontro e la possibilità di aderire al progetto scuole finanziato dal ministero dell’Istruzione», aggiunge Polizzi. Un progetto che Arcigay cercherà di portare in tutte le scuole. «Siamo stati al Foscolo e al Taramelli - spiega Giuseppe Polizzi - e saremo al Copernico. Dopo questi incontri qualcosa si muove, molti ci scrivono, ci mandano segnalazioni e chiedono sostegno».
Il prof: «Sono stupito e addolorato da questa forma di inciviltà»
Pavia - Prima le scritte omofobe sul banco, poi le telefonate anonime, ripetute. Le occhiate, i bisbigli, i pettegolezzi. E alla fine l’offesa ha alzato la voce, gridata all’uscita da scuola, contro due ragazzi gay. Non ne hanno parlato direttamente con gli insegnanti, per non uscire allo scoperto. Però si sono rivolti ad Arcigay che a sua volte chiederà alla scuola un incontro. «Possono venire a parlarne con me», dice il preside del liceo classico, Lorenzo Fergonzi.
«Quello che hanno raccontato i ragazzi mi stupisce e mi addolora - dice Walter Minella, docente di storia e filosofia al liceo classico - è una forma di inciviltà che mi sorprende. Esiste una componente di imbecillità che si manifesta in più forme. Io speravo che la percentuale fosse ridotta, se non annullata, avendo una formazione culturale». I ragazzi forse pensano che una battuta possa solo essere uno scherzo, ma spesso ferisce. «Parlando di filosofia, per esempio, si sa che Platone era omosessuale, sono cose ovvie che devono far parte del patrimonio culturale».
Ma questo non basta, sembrano insegnamenti lontani. Anche per questo Arcigay chiede di portare il progetto scuole, finanziato dal ministero, al liceo classico e in tutti gli altri istituti superiori pavesi. «I progetti dell’Arcigay sono i benvenuti», sottolinea il docente di storia e filosofia. (foto d'archivio del liceo Keplero di Roma) Questo articolo ha ricevuto 777 visite.
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