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| Siena: «Vessava gli arrestati». No, assolto un poliziotto |
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| L'agente alla lettura della sentenza sviene in aula. L'agente era accusato di peculato, minacce gravi, violenza privata e violenza sia sessuale che omosessuale ed atti osceni in luogo pubblico |
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| Mercoledì 20 Aprile 2011 |
| di La Nazione |
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«Assolto perché il fatto non sussiste e atti al Pm per le testimonianze rese ai giudici dai suoi tre principali accusatori». Il poliziotto, in forza alla nostra questura e sotto processo da cinque anni anni, alla lettura della sentenza è svenuto in aula. E' nel marzo del 2006 quando arriva alla Procura della Repubblica la prima denuncia. A farla è una ragazza, che poi si costituirà parte civile nel processo (rappresentata dall'avvocato Sandro Sicilia) e racconta all'allora pubblico ministero di essere stata violentata da quel poliziotto che stava facendo un'indagine sullo spaccio di droga a Siena.
A questa se ne aggiungeranno altre che alla fine porteranno l'agente ad essere accusato di peculato (avrebbe trattenuto per sé parte dello stupefacente sequestrato), minacce gravi, violenza privata e violenza sia sessuale che omosessuale e atti osceni in luogo pubblico. Un capo di imputazione, insomma, da far venire la pelle d'oca se si pensa che era formulato a carico di un rappresentante di una forza di polizia. Gli avvocati difensori Paolo Emilio Falaschi e Antonio Cambò fin dall'inizio credono nell'innocenza del loro assistito e udienza, dopo udienza contraccano alle affermazioni che i testimoni dell'accusa fanno davanti ai giudici del tribunale penale.
Il poliziotto sempre presente in aula ascoltava in silenzio quanto veniva detto contro di lui. Gli stessi testi ad onor del vero più volte nel rispondere alle domande delle parti si erano contraddetti. IERI mattina c'è stato l'ultimo atto di un processo che da cinque anni teneva con il fiato sospeso il poliziotto. L'udienza si è concentrata sulle richieste del Pm Nicola Marini che ha chiesto l'assoluzione per alcuni capi di imputazione, mentre per altri ha avanzato una richiesta di condanna ad un anno e sei mesi, la richiesta della parte civile ad un risarcimento pari a quindicimila euro e l'ultima parte è stata dei difensori che fino in fondo si sono battuti, ottenendola, per l'assoluzione. Questo articolo ha ricevuto 1431 visite.
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