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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Verona: Provincia, un giallo il patrocinio all'associazione gay
Verona: Provincia, un giallo il patrocinio all'associazione gay
Si colora di giallo la polemica sugli attacchi da parte di due assessori leghisti, Marco Ambrosini e Giovanni Codognola, al presidente della Provincia Giovanni Miozzi per il presunto patrocinio ai gay
Domenica 17 Aprile 2011
di L'Arena
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Verona - Si colora di giallo la polemica sugli attacchi da parte di due assessori leghisti, Marco Ambrosini e Giovanni Codognola, al presidente della Provincia Giovanni Miozzi per il presunto patrocinio concesso all'associazione di gay che promuove una rappresentazione teatrale al Camploy (nella foto) il 5 maggio contro l'omofobia. Manifestazione cui già la giunta comunale di Flavio Tosi ha concesso il patrocinio e un contributo di 1.500 euro.

Il mistero però sta tutto nella firma per il patrocinio da parte di Miozzi. Infatti Alberto Bozza, capogruppo del Pdl in Provincia fa sapere: «Mi sono confrontato con il presidente sull'argomento e mi ha detto che il patrocinio è sulla sua scrivania ma che non è ancora stato firmato. Né quello alla manifestazione gay né quello alle Pasque veronesi». Il presidente, però, raggiunto al telefono sul luogo di vacanza non conferma né smentisce e si limita a dire: «Sono in ferie, risponderò al mio ritorno».

Intanto, però, Bozza ne approfitta per criticare gli assessori leghisti e dice: «Trovo grave attaccare il presidente senza prima informarsi se il patrocinio è stato dato, tanto più che è nelle prerogative di Miozzi assegnarlo. E, tralasciando il merito dell'argomento di cui ciascuno ha le proprie visioni e convinzioni (Bozza è contrario al patrocinio alla rappresentazione del gruppo gay, ndr), è assurdo che chi critica Miozzi per un patrocinio ancora non concesso non abbia detto una parola per quello ufficializzato dal sindaco Flavio Tosi».

Sull'argomento si scatena ovviamente anche l'opposizione dalla quale arriva una inattesa difesa a favore di Miozzi: «L'aggressione da parte della Lega nei confronti del presidente Miozzi evidenzia come il medioevo sia ancora tra noi», dice Vincenzo D'Arienzo, segretario provinciale del Partito democratico, che stigmatizza gli attacchi leghisti e in particolare da quello sferrato dall'assessore alla Cultura Marco Ambrosini sulla gestione «personalistica» dei patrocini. «Chi ha orientamenti sessuali diversi, è oggetto della solita campagna demagogica», dice D'Arienzo, «infatti, non si tratta di un cavillo burocratico e una procedura violata, bensì di un'avversione mal celata verso chi si comporta in maniera diversa rispetto ai loro standard culturali. Il nodo è qui: a destra c'è un orientamento equilibrato, consapevole delle difficoltà di alcuni di affermarsi nella società, e c'è un ostracismo ideologico e di chiusura rispetto alle medesime situazioni. Quanto ancora potrà durare la loro alleanza, soprattutto dal punto di vista culturale?».

D'Arienzo punta sulla disarmonia che regna nella maggioranza tra Lega e Pdl e dice: «Si può non essere d'accordo con gli orientamenti sessuali in questione, ma il tema è che tutti esprimono diritti e la politica deve farsene carico. La propaganda ha un limite. Finiti i fuochi d'artificio restano le macerie, ovvero i problemi irrisolti. E l'omofobia lo è».

D'Arienzo si chiede poi se non sia il caso che lo stesso presidente si «interroghi di più sui suoi alleati. Un piccolo esercito contrapposto su tutto. Il presidente della Provincia non riesce a svolgere compiutamente il proprio dovere a causa dei continui tira e molla della Lega. Ogni altro giorno c'è un contrasto».

Dello stesso parere anche Lorenzo Dalai, vice capogruppo del Pd che ribadisce il diritto di Miozzi di scegliere autonomamente i patrocini e dice: «Chiaro che ai leghisti i regolamenti e gli statuti danno fastidio, soprattutto quando non li gestiscono loro».

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