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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
La Nuova Venezia intervista Brollo, presidente mestrino di Arcigay Bari
La Nuova Venezia intervista Brollo, presidente mestrino di Arcigay Bari
Francesco Brollo, mestrino, guida l’organizzazione omosessuale di Bari. «Io, primo presidente etero di Arcigay». Sposato, ha una bimba «Il mio programma? Abolire gli steccati»
Sabato 16 Aprile 2011
di La Nuova Venezia
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Mestre - Ha una compagna pugliese, Grazia, una figlia di quattro anni, e qualche giorno fa è stato eletto presidente dell’Arcigay di Bari. Francesco Brollo, 37enne regista cinematografico mestrino, è il primo eterosessuale nominato alla guida della più importante associazione omosessuale italiana. «Non serve essere gay per difendere i diritti», ha spiegato Brollo alla stampa che nell’ultima settimana lo ha braccato, perché principale protagonista di una decisione storica. Ma la spiegazione non è bastata per bloccare il subbuglio, soprattutto nel mondo gay, diviso a metà fra favorevoli e contrari. Il regista, che vive da 5 anni a Bari, non ha fatto una piega, spiegando che la candidatura nasce soprattutto dall’amicizia con due fondatori dell’associazione omosessuale locale. La svolta epocale dell’Arci, dunque, è affidata a un mestrino.

Per anni residente a Ca’ Sabbioni, studente all’Istituto d’Arte, poi all’Università di Venezia - prima Architettura, poi Lettere - Brollo si allontana da casa trasportato dalla passione per la regia che lo porta a Roma, all’Università di cinema e tv. Una volta laureato, vince un premio per il miglior cortometraggio al quinto Festival del cinema europeo di Lecce. E, mentre lavora alla sceneggiatura del suo primo lungometraggio, Over the rainbow, insegna regia in alcune scuole medie e superiori della provincia di Bari. Si trasferisce in Puglia 5 anni fa, con Grazia, la sua compagna storica conosciuta in treno ancora ai tempi del militare. Da 4 anni nella sua vita è entrata anche una figlia, con il nome che rievoca l’immagine della Madonna venerata a Bari.

L’investitura alla presidenza dell’Arcigay è avvenuta martedì durante il terzo congresso provinciale dell’associazione. «Sono qui - ha dichiarato Brollo - per affermare che Arcigay Bari esce dal confine che segna le differenze tra persone. E’ possibile stare insieme, anche senza chiedersi il perché. I diritti delle persone omo e transessuali - ha proseguito il regista mestrino, citando il presidente Giorgio Napolitano - non riguardano solo loro, ma riguardano tutti noi». La decisione di candidarsi, ha raccontato a Queerblog, «è nata qualche mese fa con degli amici. Uno dei due è stato il fondatore di Arcigay Bari. Con lui sono stato altre volte in associazione. C’era un clima un po’ di stallo, una certa stanchezza. Non c’era un’associazione particolarmente attiva. Io ho sempre condiviso con i miei amici omosessuali, di Venezia e Roma, i problemi che dovevano affrontare. Secondo me il mondo omosessuale deve uscire dal confine. Bisogna creare un’occasione di confronto aperto».

L’avventura è appena cominciata, non senza polemiche. Il primo obiettivo di Brollo: «Vorrei che a nessuno venisse più in mente di chiedersi perché il capo di Arcigay è etero».

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