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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
"Coppie gay escluse dal censimento 2011", l'Istat smentisce
Protesta dell'Usi/RdB-Ricerca: "Deluse le legittime aspettative delle associazioni di omosessuali". Patané: "Non è vero, saranno considerate tutte le realtà"
Lunedì 11 Aprile 2011
di Agenzia DIRE
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Roma - "L'Istat disattende gli impegni assunti con l'Arcigay. Anche il prossimo censimento ignorera' le coppie conviventi dello stesso sesso". È quanto denuncia la segreteria nazionale del sindacato Usi/RdB-Ricerca. Nella nota viene ricordata la dichiarazione di Paolo Patane', presidente nazionale dell'Arcigay, datata 21 gennaio scorso: "Quest'oggi l'Istat ha presentato al garante della privacy il progetto di Censimento 2011, che partira' il 9 ottobre prossimo, e che censira', esattamente come tutte le altre forme di convivenza, anche le coppie gay, previa approvazione del garante stesso. L'Istat, con la formulazione 'coppia convivente dello stesso sesso', ha dato seguito all'impegno assunto dopo un incontro con l'associazionismo gay del marzo 2010. Proprio sull'assenza delle coppie gay dal censimento, Arcigay ha condotto una battaglia politica decennale, accompagnata e fortemente sostenuta dal sito Gay.it. La notizia di oggi ci riempie di piacere, ed e' una svolta epocale nell'approccio del nostro paese all'affettivita' di gay e lesbiche perche' per la prima volta, attraverso lo strumento del censimento, lo Stato italiano, attesta un interesse a conoscere e quantificare il fenomeno. Con il prossimo censimento cominceremo finalmente a costruire un quadro chiaro di quante coppie conviventi potrebbero usufruire di giuste leggi di piena parita' e uguaglianza".

Rdb, quindi, ricorda che "mancava solo l'ok del garante, dunque, perche' questa lunga battaglia fosse coronata dal successo. Con il parere del 16 febbraio 2011, il garante si e' espresso favorevolmente sul Piano generale di censimento, a condizione che l'Istituto 'con specifico riferimento alla possibilita' di raccogliere obbligatoriamente i dati sensibili idonei a rivelare la vita sessuale (tramite il quesito 'convivente dell'intestatario', con l'ulteriore specificazione 'in coppia dello stesso sesso', 'in coppia di sesso diverso')' operasse alcun semplici accorgimenti".

Il trattamento di tali dati, infatti, "'poteva essere legittimamente effettuato a condizione che fosse individuato nell'ambito di un'idonea base normativa' (e suggeriva, il garante, ben due strade per farlo: integrando il Psn (programma statistico nazionale) 2011-2013 con un'apposita scheda, oppure, in alternativa, con un atto di natura regolamentare che identificasse 'i tipi di dati sensibili che intende trattare e le relative operazioni che intende effettuare') e che non vi fosse obbligo di risposta (caratteristica da evidenziare sia nel Piano generale di censimento, sia nei questionari)".

Per Rdb "nessun ostacolo insormontabile dunque. Eppure l'Istat prendeva una strada diversa. Con nota del 9 marzo 2011, l'Istituto comunicava all'Autorita' di aver 'provveduto a recepire le prescrizioni in merito al Piano generale di censimento', rappresentando che 'il Comstat - Comitato di indirizzo e coordinamento dell'informazione statistica - (non si sa bene a quale titolo investito della questione, ndr) e' intervenuto modificando il questionario di rilevazione - al fine di renderlo maggiormente aderente' (?!) 'alle osservazioni formulate dal garante - mediante l'accorpamento delle risposte di cui ai punti 03 'Convivente dell'intestatario in coppia di sesso diverso' e 04 'Convivente dell'intestatario in coppia dello stesso sesso' del Quesito 1.1. 'in un'unica risposta "Convivente in coppia dell'intestatario', cio' con la specificazione nelle 'Istruzioni per guida alla compilazione' che tale casella deve essere barrata sia in caso di coppia formata da persone di sesso diverso, sia in caso di coppia formata da persone dello stesso sesso".

In pratica, scompariva dal questionario censuario il quesito apprezzato e tanto atteso dall'Arcigay e dalla societa' civile, ma non certo per "colpa" del garante, che trovava, infatti, opportuno, lo scorso 23 marzo, pubblicare una sua Presa d'atto "della scelta dell'Istat di effettuare nell'ambito del censimento la sola rilevazione delle 'convivenze in coppia', senza l'ulteriore specificazione 'in coppia dello stesso sesso', 'in coppia di sesso diverso', sottolineando pero' che "tale scelta non era l'unica possibile tra quelle che avrebbero potuto essere adottate per rendere il trattamento aderente alla normativa in materia di protezione dei dati personali e al parere dell'Autorita' del 16 febbraio 2011".

Con questa scelta l'Istat e' venuto meno agli impegni assunti con l'Arcigay, cosi' deludendo le legittime aspettative di tutto l'associazionismo lgbt, e non solo. La retromarcia dell'istituto presieduto da Enrico Giovannini, le cui motivazioni sono tutte da chiarire, e' una vera doccia fredda per i vertici dell'associazione, che al Foglietto della ricerca, settimanale di informazione del sindacato Usi/RdB-Ricerca (www.usirdbricerca.info) hanno manifestato incredulita' e stupore".

L'ISTAT: NON E' VERO, CI SARANNO - "Smentisco che da parte dell'Istat non ci sia l'interesse a censire tutte le coppie". Cosi' Paolo Patane', presidente di Arcigay, interviene a proposito della nota diramata da Rdb secondo cui l'Istat avrebbe disatteso gli impegni presi con l'Arcigay a proposito del prossimo censimento relativamente alle coppie "dello stesso sesso". "Posso dire con certezza- spiega Patane' all'agenzia Dire- in incontri che ci sono stati dopo il 23 marzo, che c'e' stata la massima collaborazione da parte di Istat e garante. Confermo che il clima di lavoro e' stato sempre collaborativo e costruttivo.

Non e' vero che le coppie di fatto, coppie dello stesso sesso, verranno in qualche modo escluse e che non vi sia stata da parte dell'Istat una grande sensibilita' per trovare una soluzione tecnica. Ritienamo che l'Istat abbia fatto tutto quello che poteva, il censimento certamente fotografera' la realta' sociale del paese in modo corretto".

Conclude Patane': "Esprimo apprezzamento nei confronti della sensibilita' dell'Istat e dell'attenzione con cui ha cercato di modulare il censimento".

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