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| Verona: «Pagami o lui ti lascera'», processo al mago dei gay |
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| Il sempre più variegato mondo di sedicenti maghi usa tecniche di previsione sempre più evolute, eppure non mancherebbe ancora chi, per «curare» il mal d'amore, si servirebbe di candele e anguille |
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| Lunedì 04 Aprile 2011 |
| di Corriere del Veneto |
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Verona - Sembrano davvero preistoria i tempi della romantica» sfera di cristallo. Adesso il sempre più variegato mondo di sedicenti maghi e santoni usa tecniche di previsione ben più evolute. Eppure non mancherebbe ancora chi, per «curare» il sempre diffusissimo mal d'amore, si servirebbe di candele, anguille e rituali ispirati al satanismo. Facendoli rigorosamente e immancabilmente pagare a caro prezzo, e in via anticipata, al cliente di turno. Un presunto modus operandi che, alla lunga, ha finito col mettere nei guai G. S., 46 anni, originario di Catania ma tempo residente nel Veronese (all'epoca dei fatti contestati, gestiva a Legnago un centro specializzato in pratiche esoteriche).
Sarebbe stato proprio nel suo «quartier generale» che G. S. avrebbe conosciuto una ventina d'anni fa il cliente (adesso 52enne) che, lamentando «anni e anni di ricatti da decine di migliaia di euro» , alla fine ha trovato il coraggio di farsi avanti con le forze dell'ordine sporgendo denuncia contro il presunto «mago degli inganni a pagamento» , facendolo finire dapprima sotto inchiesta con l'ipotesi di reato di truffa e, ora, al banco degli imputati nel processo di primo grado. L'udienza inaugurale si è celebrata all'ex Mastino questa settimana davanti al giudice Giuliana Franciosi: per entrare nel merito dei gravi fatti contestati, tuttavia, bisognerà attendere la seconda seduta in aula, già calendarizzata per fine maggio.
La ricostruzione tracciata dalla procura contro l'imputato, comunque, appare già chiara da adesso: in base alla denuncia che ha dato il via alle indagini, per anni G. S. avrebbe garantito «infallibili» rituali di magia al 52enne che, alla fine, l'ha fatto finire alla sbarra. Quest'ultimo, suo malgrado, si trovava coinvolto in una controversa liaison d'amorosi sensi con il compagno. Un continuo «tira e molla» che, oltre a sfinire il partner, l'aveva indotto a cercare una spalla in quel sedicente «mago degli amori in crisi».
Acconti da migliaia di euro (in totale, quella contestata nel capo d'imputazione è una presunta truffa da 10.500 euro) «per legare a sè -secondo la procura -la persona amata» . Nell'atto d'accusa non manca alcunché: dalle «invocazioni sataniche» , alle «anguille uccise e sotterrate» fino alle «candele accese» . Rituali imprescindibili, secondo il «santone» , per ricostruire il rapporto tra il 52enne e «il suo fidanzato» . Il presunto ricatto si sarebbe protratto dal 1998 al 2004 ma già in precedenza, stando alla querela della parte offesa, si sarebbe avvalso delle prestazioni (a pagamento) dell'imputato per salvare un legame poi fallito. «Quando mi sono reso conto che anche questa storia con il mio partner era ormai definitivamente naufragata, gli ho detto che non l'avrei più pagato» , ha raccontato la parte offesa. Da parte di G. S., a quel punto, sarebbero però iniziati ricatti e minacce («sennò impazzirai d'amore fino a morirne» ). Da lì la denuncia e, ora, il processo. Questo articolo ha ricevuto 450 visite.
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