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| Il Giornale boicotta campagna pro-gay di Ikea |
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| Arcigay Catania: "La comunità gay e lbgt di Catania condanna con forza casi come questo, nell’attesa di ricevere rassicurazioni dai vertici di Ikea, perché prendano pubblicamente le distanze" |
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| Venerdì 25 Marzo 2011 |
| di La redazione di Gaynews |
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E’ durata veramente poco l’euforia scaturita dalla pubblicità proposta dal colosso svedese Ikea, che ha aperto i battenti da nemmeno un mese a Catania promuovendosi con una serie di spot ad effetto e intelligenti. Uno tra questi ritrae due uomini di spalle, mano nella mano, che si dirigono verso il centro commerciale intenzionati a far compere. Fa da cornice la frase: “siamo aperti a tutte le famiglie”. Nulla di scandaloso in tutto ciò: nessuna posa osé, nessuna scena di nudo, nessun bacio provocatorio. Sta di fatto però che sul quotidiano berlusconiano “Il Giornale” c’è posto per un pezzo di forte critica per la campagna, dove si accusa l’azienda di strumentalizzare l’omosessualità.
Così scrive il giornalista Andrea Indini: “Viene infatti da chiedersi per quale ragione l'Ikea, un'azienda che punta tanto sulla comunicazione, abbia optato per una campagna pubblicitaria del genere a Catania. Sicuramente perché, come già Oliviero Toscani, l'intento è quello di far parlare di sé, garantendosi in questo modo una visibilità assicurata". Gli omosessuali sarebbero dunque – secondo il redattore del Giornale – carne da macello nel gigantesco calderone del business aziendale, nulla di più.
E se sembra tanto strampalata, quanto di cattivo gusto, l’esternazione del cronista, tanto più opinabili e tristi echeggiano i commenti di alcuni lettori del quotidiano milanese, raccolti in parte dal sito “www.giornalettismo.com”. C’è chi ad esempio scrive: “Pensavo di fare un “salto” all’Ikea di Catania. Adesso però ci rinuncio: non mi fido dei prodotti di un’azienda che vuole fare passare per normale ciò che normale non è”. Un altro lettore commenta: Ci mancava l’Ikea per far felici gli “omo”. Dicono di non essere dei malati. Malati forse di una malattia inguaribile no, ma di protagonismo tanto, se non si mettono in mostra “da dietro” come la pubblicità stanno male!”. Oppure: “Cosa devo dire ai miei di bambini? Che gli omosessuali son normali? Io rispetto gli omosessuali, i mongoloidi, i malati di mente, ma non li ritengo normali, sono handicappati.”
Frasi del genere, oltre a fornire un quadro chiaro sulla percentuale di ignoranza sociale che ci circonda, mettono in luce – se ancora ce ne fosse bisogno – il preoccupante grado di omofobia a cui si è arrivati. La comunità gay e lbgt di Catania condanna con forza casi come questo, nell’attesa di ricevere rassicurazioni dai vertici siciliani di IKEA, perché prendano pubblicamente le distanze da insinuazioni sottili e velenose, che rischiano di sminuire un lodevole progetto di democrazia e rilancio dei diritti civili.
Nota di Sandro Mangano – Presidente provinciale Arcigay Catania Questo articolo ha ricevuto 371 visite.
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