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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Palermo: Mondadori blindata per il libro di CasaPound
Palermo: Mondadori blindata per il libro di CasaPound
Sit-in contro la presentazione. I giovani di destra: "Ci minacciano ma non abbiamo paura". Una scatola piena di topi vivi lasciata ieri al Multicenter. Oggi pomeriggio sospese le vendite
Mercoledì 23 Marzo 2011
di la Repubblica - Palermo
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Palermo - Manifesti "antifascisti" disseminati per la città nella notte. Sette topi vivi chiusi in una scatola e lasciati di pomeriggio al primo piano del Mondadori Multicenter. Alla vigilia della presentazione del libro di Domenico Di Tullio "Nessun dolore. Una storia di CasaPound" il clima si è fatto incandescente. I poliziotti della Digos della sezione antiterrorismo hanno sequestrato i manifesti e la scatola con i topi. Al Multicenter è scattata una vigilanza costante, anche di notte. E per oggi la questura ha predisposto un servizio straordinario davanti alla libreria che, per ragioni di sicurezza, chiuderà al pubblico alle 15,30, in coincidenza con la presentazione.

Vanno avanti, intanto, le indagini sull´aggressione di quattro militanti di CasaPound sabato notte in via Carducci. I due feriti sono stati sentiti per la seconda volta dalla polizia. I giovani, che hanno 15 e 25 anni, hanno riconosciuto in foto e hanno fornito i nomi di due appartenenti a "Spazio Anomalia" e un ragazzo che apparterrebbe al movimento dei Red Block. L´inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci. La stessa notte dell´aggressione qualcuno ha bruciato la serranda della sede di CasaPound, in via Giano Vitale. Le fiamme hanno anche distrutto un´auto parcheggiata. Quando il rogo è stato spento dai vigili del fuoco, sul muro lì accanto è spuntata una scritta con la vernice rossa: «Fascisti uguale sbirri».

Loro, i giovani di CasaPound, per stigmatizzare l´attentato, citano il filosofo Ernst Junger: «Profondo è l´odio che l´animo volgare nutre contro la bellezza». Si definiscono apartitici, ma non extraparlamentari. Non rinnegano in toto il fascismo, ma contestano chi li accosta all´estremismo di destra. Rifiutano la xenofobia e l´antisemitismo, oltre che il multiculturalismo. Sono animalisti ed ecologisti, a favore delle coppie di fatto, ma non dell´adozione per le coppie gay. E se ai concerti nei centri sociali si pratica il "pogo" (salti e spintoni spalla contro spalla), loro hanno inventato la più virile "cinghiamattanza", dove si danza a colpi di cinta sul corpo del vicino («Ma senza farsi male», giurano).

Nonostante le botte e l´attentato, non intendono piegarsi: «Non è la prima volta che la sinistra estrema ci minaccia - dice il responsabile cittadino, Andrea La Barbera - È successo già nei mesi scorsi in diverse occasioni. Ma non reagiremo con la violenza». Andrea ha 26 anni e studia Giurisprudenza. È uno dei fondatori della sede palermitana di CasaPound, che oggi conta su una trentina di militanti e un centinaio di tesserati. Una sede sorta in un garage della Noce dove campeggiano manifesti con citazioni futuriste e una bandiera con il fascio littorio. Come altri militanti storici, La Barbera viene dalla Fiamma tricolore: «In realtà ho cominciato con i radicali - racconta - ma la politica di questi partiti mi ha deluso. La Fiamma, come tanti partitini di destra, si perde in inutili commemorazioni del passato, dimenticando il presente».

Loro alla politica delle «belle parole» contrappongono l´interventismo. «Noi siamo al di là dell´ottocentesca divisione tra destra, centro e sinistra - continua La Barbera - Rinneghiamo le leggi razziali del fascismo, anche se apprezziamo alcune politiche attuate nel Ventennio e il Futurismo. Ma CasaPound nasce per andare oltre, per non rinchiudersi nei recinti ideologici. Il nostro manifesto porta a sintesi diverse idee, di destra come di sinistra».

Il loro movimento si dice aperto ai contributi di tutti, senza preclusioni. «Lo dimostra la mia storia - dice Gabriele - Io vengo dai centri sociali di sinistra, ma me ne sono andato perché deluso dal loro modo di fare politica. Parlano tanto, ma non producono niente. Se non l´odio verso CasaPound».

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