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| Salerno: avvocato gay arrestato per stalking al collega |
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| Un giovane avvocato salernitano è stato arrestato per stalking. Il penalista è stato fermato dagli agenti mentre inveiva contro un collega che aveva rifiutato il suo amore omosessuale |
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| Venerdì 04 Marzo 2011 |
| di Corriere del Mezzogiorno |
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Salerno - Gli aveva negato un amore «particolare» . il rifiuto era diventato insopportabile. Al punto di essere disposto a tutto pur di averlo. Anche di finire in galera. L'arresto per stalking, di martedì scorso, è l'epilogo di una relazione complicata che ha per protagonisti due giovani avvocati salernitani. La loro amicizia è cominciata anni fa nello studio legale di un famoso penalista di Salerno, dove entrambi hanno fatto pratica. Nonostante la passione per il giornalismo e per la politica, L. M., il trentaquattrenne arrestato due giorni fa, aveva comunque deciso di non abbandonare la carriera da avvocato. Così i due colleghi hanno lavorato gomito a gomito, per mesi e mesi, fino al superamento dell'esame di abilitazione alla professione forense. E poi hanno deciso di mettere su uno studio insieme. I rapporti professionali si sono trasformati in qualcosa di più intimo. Però poi c'è stata la rottura e, due giorni fa, l'inaspettato epilogo. Tra la fine della relazione personale e professionale e l'arresto ci sono messaggi, telefonate, e-mail ingiuriose e minatorie inviate ad ogni ora del giorno e della notte. Nel mezzo della storia c'è anche una querela, quella presentata dalla vittima alla polizia il 17 febbraio scorso. Martedì scorso, di pomeriggio, L. M. ha aspettato che il suo collega arrivasse con l'auto nei pressi del proprio studio legale. Il pressing sul collega era cominciato già in mattinata con telefonate sms a raffica. Quando L. M. ha visto arrivare il suo ex collega di studio, si è lanciato contro l'auto, inveendo violentemente contro di lui. Sono volate parole dure e offensive. L'uomo era completamente fuori di sé. La vittima, impaurita, si è barricata in auto. Ha inserito la chiusura centralizzata e ha chiamato immediatamente la polizia. Quando una pattuglia della Volante di Salerno, diretta dal vicequestore aggiunto Rossana Trimarco, è arrivata sul posto, L. M. ha continuato ugualmente ad inveire e a minacciare il suo collega. Quasi come se non si fosse accorto della presenza degli agenti. Appena si è reso conto di quanto la situazione fosse diventata pericolosa per lui, il giovane penalista si è arreso, consegnandosi agli agenti. Durante il tragitto in carcere, L. M. non ha detto una sola parola per giustificare il suo atteggiamento. La vittima, intanto, ha sporto una seconda denuncia. Mettendo fine alle pressioni subite e chiudendo definitivamente una relazione che per L. M. era diventata una vera ossessione. Questo articolo ha ricevuto 555 visite.
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