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| Grindr diventa etero: anche per le donne l'anima gemella si trova con il Gps |
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| Joel Simkhai, il fondatore dell'applicazione per gli smartphone che mette in contatto gli omosessuali, ci antipa la nuova versione dedicata al mondo femminile |
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| Giovedì 03 Marzo 2011 |
| di Quotidiano.net |
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New York - Basta con le chat, “che ti inchiodano a casa davanti a un computer” e “sono destinate a morire nei prossimi dieci anni”. “Le donne non hanno più voglia di perdere tempo” e decidono di seguire i gay, affidandosi al Gps per trovare l’anima gemella. Joel Simkhai, fondatore di Grindr, l’applicazione per gli smartphone che mette in contatto gli omosessuali che si trovano nella stessa area, al telefono dalla California, ci anticipa il nuovo progetto dedicato alle donne etero.
“Ho ricevuto tantissime telefonate di ragazze che mi chiedevano di pensare anche a loro. La società sta cambiando e la difficoltà di incontrare nuove persone appartiene ormai a tutti - spiega Simkhai, 33 anni, nato in Israele, ma cresciuto in America”. L’applicazione, di cui non è ancora stato deciso il nome e che verrà presentata nelle prossime settimane, funzionerà in modo molto simile alla versione per i gay, ma cambierà la filosofia e il tipo di informazioni offerte”.
Anche questo sarà basato sul concetto di prossimità e geolocalizzazione. Facile da scaricare, il programma utilizzerà, proprio come Grindr nato nel 2009, il Gps dell’ Iphone, dell’ipod o del Blackberry per individuare, nel cerchio degli utenti iscritti, persone interessanti che vivono nello stesso quartiere. Ma se la funzione per gli omosessuali ha l’unico obiettivo di dire agli utenti dove poter trovare altri omosessuali, quella per le donne punta a fornire molte più informazioni. “Per i gay già sapere che a 200 metri di distanza c’è una persona con lo stesso orientamento è interessante. Alle donne che cercano un uomo questo non puo’ bastare- ci dice Joel- Vivono circondate da ragazzi che sono pronti a farsi avanti. Un’applicazione pensata per la mente femminile deve saperle dire se nella zona ci sono persone interessanti con le quali vale la pena farci due chiacchiere”. Il profilo utente sarà quindi più ricco: oltre al nome, a un’immagine e a uno spazio per scambiare messaggi, saranno presenti informazioni riguardanti gli hobbie, caratteristiche del carattere di ognuno e aree dove poter scrivere ogni tipo di pensiero.
Pensato per le donne, ma ovviamente potrà essere utile anche agli uomini. “Sarà per tutti- continua Joel- Certo i ragazzi inizieranno a usarlo solo se riusciremo ad attirare molte donne. Loro sono, infatti, più “visual” e spesso basta l’aspetto fisico, in generale non hanno bisogno di questo programma. Le ragazze invece guardano l’altra persone con gli occhi ma anche con l’anima”.
Se spopolerà come Facebook, questo potrebbe portare alla morte o almeno a un ripensamento delle “chat room” come le conosciamo oggi. “Richiedono tempo, diventa un secondo lavoro. Devi essere per forza davanti a un computer e scrivere per ore e giorni ad altri utenti che spesso vivono lontano o si inventano i profili. Il futuro è in mano al “mobile”. Grindr invece lo puoi avere sempre con te sul tuo cellulare e soprattutto punta sulla vicinanza. Parte da una semplice domanda: chi vive nel mio palazzo, nel mio vicinato? Chi posso incontrare se vado in vacanza a Roma”. Joel Simkhai è anche convinto che: questa applicazione stia riportando la gente fuori da casa perchè “le spinge a uscire dal virtuale, a conoscere persone reali e non avatar”. Anche lui utilizza l’applicazione quotidianamente: “Ad esempio, alcuni giorni fa- ci dice- ho contattato un ragazzo. Siamo andati ad allenarci insieme e ho scoperto che lui è un personal trainer, così ho pure ricevuto una lezione gratis!”.
Attualmente Grindr ha più di un milione di utenti in 180 paesi del mondo. Gli Stati Uniti hanno il maggior numero di iscritti, mentre la città dove ha spopolato di più è Londra (74 mila persone lo usano), seguita da New York (57mila) e Los Angeles (36 mila). L’ Italia è un po’ indietro con circa 30 mila collegamenti complessivi. L’applicazione ha raggiunto anche Paesi come l’ Iran, l’ Iraq, lo Yemen dove le autorità sono ostili verso il mondo omosessuale. “Anche li il maggior problema dei gay è sentirsi soli, senza nessuno con cui condividere le proprie esperienze. Hanno bisogno di incontrare gente”. Nonostante possa essere pericoloso per l’incolumità degli utenti, Joel ha precisato che “non sono stati registrati casi di persecuzione. Il governo per il momento non ha mai utilizzato Gridr per identificare e punire i gay nel Paese”.
L’applicazione ha attirato anche molte critiche. La principale è quella di rinforzare lo stereotipo dell’uomo gay e di ridurre le relazioni solo a una questione di sesso. Alle accuse il giovane fondatore risponde: “Io ho semplicemente avuto un’idea, come poi la gente la voglia usare questo non lo posso nè lo voglio controllare. Il mio obiettivo era solo facilitare l’incontro tra le persone”.
Quando Simkhai ha rivelato la sua omosessualità aveva poco più di sedici anni. “E’ stato un momento difficile, avrei voluto esistesse già un’applicazione come questa. A scuola non era facile incontrare o individuare altri gay. Molti suicidi anche nell’ultimo anno sono capitati proprio perchè spesso ci sentiamo diversi, non capiti, isolati”. Questo articolo ha ricevuto 1195 visite.
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