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| Centri d'ascolto e sostegno per i gay. Due vescovi vanno controcorrente |
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| Cantoni sulla pastorale delle famiglie: «Nessuno deve sentirsi dimenticato» |
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| Sabato 26 Febbraio 2011 |
| di Corriere della Sera - Milano |
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Cremona Due anni fa ancora contavano i danni della tremenda rivalità e soprattutto li chiedevano. Con Crema a pretendere da Cremona il risarcimento per la distruzione subita nel 1159. Adesso si copiano. Sarà, per dirla con Gian Carlo Corada, già presidente della Provincia e sindaco di Cremona, dunque conoscitore di entrambe le realtà, ecco sarà «che sui temi seri alla fine tendiamo ad andar d'accordo» . Però i diretti interessati ammettono che, beh, la cosa farà discutere, qualcuno fra i fedeli ci domanderà cosa stiamo combinando.
Perché qui il nodo è certo l'ultima iniziativa della Diocesi di Crema: un punto di sostegno, preghiera e ascolto per «gli omosessuali della comunità cristiana» . E però, come trascurare il modello di riferimento esplicitamente dichiarato? È il gruppo «Alle querce di Mamre» . Nato grazie a Dante Lafranconi. Settant'anni. Vescovo di Cremona. Lafranconi è comasco. Come Oscar Cantoni, dieci anni più giovane e vescovo di Crema. Cantoni ha approvato un testo preparato dal suo responsabile per la Pastorale delle famiglie, don Antonio Mandonico. Il testo è finito sul sito internet della diocesi.
Incipit: «Voglio mandare un segnale di attenzione a quanti-quante sentono e vivono il loro orientamento relazionale con lo stesso genere-sesso. Non credo sia secondo lo stile di Gesù far sentire qualcuna/qualcuno dimenticata/o» . E siccome «non è facile ammettere, accettare e riconoscere la condizione di omosessualità» , potrebbe essere interessante «avviare quanto iniziato altrove» . Appunto a Cremona. E allora, inutile girarci intorno. A Cremona graffiti sui muri intonacati di fresco in via Gioconda («No Mcdonald's» , «No Gelmini» ), sportelli bancari, i negozi con l'insegna «bottega storica» in corso Mazzini, altri sportelli bancari, la coda per il torrone oltre le vetrine in via Solferino, infine il centro. Torrazzo, Duomo, Palazzo comunale. La caffetteria che fa sapere «da noi solo latte biologico» l'efficiente ufficio informazioni turistiche, e ancora altri sportelli bancari.
Città ricchissima, con la ricchezza che vien dalle campagne. In giro pochi stranieri, e son badanti dell'Est. «Che le sembra? Un posto tranquillo, giusto? Infatti in città non ci sono episodi di omofobia. È dal dicembre 2007 che siamo operativi. E mai niente contro di noi» dice Sergio Caravaggio, impiegato di 43 anni, uno dei fondatori del gruppo «Alle querce di Mamre» . Andò così. Caravaggio e amici, cattolici, erano stanchi di pellegrinare di confessionale in confessionale. «I sacerdoti si raccomandavano: "Se lasci il tuo compagno avrai l'assoluzione. Altrimenti no"» . Chiesero udienza a Lafranconi. La ottennero. «Siamo una ventina. In larga parte uomini. Qualcuno è stato sposato. La Chiesa ha posizioni nette: l'omosessualità? Purché si resti casti... No. Siamo cattolici. Vogliamo dialogare. Esserci» . Ce la faranno? Basterà? Lorenzo Lupoli, 26 anni, è dell'Arcigay Cremona. Dice: «Ho come l'impressione che andiamo bene finché stiamo zitti, rimaniamo al nostro posto. Questo gruppo, per esempio: non mi pare sia troppo pubblicizzato» Sul sito internet della Diocesi di Crema quel testo di don Mandonico, che annuncia il nuovo gruppo gay, c'è e non c'è, si vede ma bisogna cercarlo, insomma non ci si capita sopra per caso. Sarà un caso? Questo articolo ha ricevuto 462 visite.
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