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| Gb: nozze gay nelle chiese anglicane |
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| Un progetto di legge abolisce definitivamente il divieto |
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| Domenica 13 Febbraio 2011 |
| di Corriere.it |
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MILANO - Le unioni omosessuali potranno essere celebrate anche nelle chiese anglicane. Ha provocato un acceso dibattito e forti divisioni l’annuncio di Lynne Featherstone, ministro per le Pari opportunità britannico, di rivedere e ampliare la legge sulle unioni civili. La prossima settimana l'esponente liberale dovrebbe presentare un progetto di legge che abolisce definitivamente il divieto di celebrare le nozze gay nei luoghi di culto britannici.
PROPOSTA DI LEGGE - L'annuncio è stato accolto con grande favore dalle associazioni omosessuali e da gruppi religiosi minoritari come gli unitari, gli ebrei liberali e quaccheri che già da tempo accettano nei loro luoghi di culti le unioni omosessuali, mentre ha provocato forte dissenso tra i politici più conservatori e alcuni settori vicini alla Chiesa anglicana. Secondo quanto racconta il di Londra durante la celebrazioni delle future unioni gay saranno permessi anche canti religiosi e letture della Bibbia. Tuttavia non è chiaro se potranno essere definiti ufficialmente "matrimoni omosessuali" e se saranno equiparati alle unioni eterosessuali: «Il governo sta esaminando quale è il prossimo passo per rafforzare le unioni civili - ha spiegato al Guardian un portavoce del ministero per le pari opportunità -. Tra le proposte vi è anche quella di permette alle coppie gay, se lo vogliono, di celebrare la loro unione in luoghi di culto. I ministri hanno incontrato una serie di persone e di organizzazione per ascoltare la loro opinione sul tema».
PROTESTE - I matrimoni gay sono legali in Canada, Islanda, Paesi Bassi, Sudafrica, Svezia, Spagna e in alcuni Stati americani. In Inghilterra, attualmente, la legge sulle unioni civili, approvata nel 2004, fornisce alle coppie gay praticamente gli stessi diritti di quelli garantiti alle persone eterosessuali che si sposano in chiesa. Naturalmente, ciò che manca di più agli omosessuali è la profondità spirituale assicurata dalla cerimonia religiosa. Non mancano nella chiesa anglicana i sostenitori dei matrimoni gay, ma la maggior parte dei membri resta contraria e i capi della confessione hanno già fatto sapere che non intendono ospitare nei propri luoghi di culto unioni omosessuali. Naturalmente dello stesso avviso è la Chiesa cattolica che attraverso il pontefice Benedetto XVI ha più volte ribadito la sua contrarietà ai matrimoni gay spiegando che «le unioni omosessuali sono la distruzioni del lavoro di Dio». Il portavoce del Ministero delle Pari opportunità getta acqua sul fuoco e conclude: «Non forzeremo nessuna confessione religiosa a fare qualcosa che è contrario alla propria fede». Questo articolo ha ricevuto 505 visite.
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